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A Bolzano la ricerca fotografica e audiovisiva di Ugo la Pietra

Il progetto esclusivo Ovunque a casa propria, è la prima antologica dei lavori cinematografici del grande artista e architetto Ugo La Pietra


 

BOLZANO – Si aprirà il 10 febbraio il progetto Ovunque a casa propria, primo approfondimento espositivo sulla ricerca cinematografica e sulle sperimentazioni audiovisive di Ugo La Pietra.
In mostra fino al 20 marzo 2022 anche le videoinstallazioni contemporanee di Lucio La Pietra.

Il progetto, a cura di Manuel Canelles, è promosso da Spazio5 artecontemporanea e realizzato in collaborazione con TreviLab, Unibz, Liceo Artistico Pascoli, Bolzano Officine Vispa, Vintola18 Centro di cultura giovanile Cineclub Bolzano, Spazio Macello – Meta, con il sostegno della Ripartizione cultura italiana della Provincia di Bolzano, del Comune di Bolzano e della Libera Università di Bolzano.

Ugo La Pietra

Ironica, beffarda, anarchica, politicamente scorretta, la ricerca di Ugo La Pietra è presente in musei e in collezioni internazionali. Ugo La Pietra è stato uno dei maggiori protagonisti della stagione legata al cinema e video d’artista: con Cioni Carpi, Ugo Nespolo, Gianfranco Baruchello, Franco Vaccari, Luca Maria Patella.
Nel 1975 vince il Primo Premio al Festival del Cinema di Nancy con il film “La grande occasione”. Dal 1960 ha attraversato diverse correnti artistiche: arte segnica, arte concettuale, arte ambientale, arte nel sociale, narrative art, cinema d’artista, nuova scrittura, extra media, neo-eclettismo, architettura e design radicale. Si è fatto promotore di gruppi di ricerca e di attività espositive coinvolgendo un grandissimo numero di operatori (artisti, architetti, designer).
Riconosciuto tra i protagonisti dell’architettura radicale, ha realizzato più di 900 mostre personali e collettive partecipando alla Biennale di Venezia (1970, 1978, 1980) e alla Triennale di Milano (1968, 1972, 1979-80-81, 1993, 1996, 2007) Ha esposto inoltre in importanti e prestigiosi musei nazionali e internazionali.

Ovunque a casa propria

Il progetto a Bolzano assume la natura di evento di portata internazionale, considerata l’esclusività del progetto, prima antologica dei lavori cinematografici del grande artista. Il titolo del progetto è un omaggio a uno degli slogan più conosciuti e apprezzati di Ugo La Pietra, non a caso presente in uno dei suoi film più conosciuti, “La riappropriazione della città”. Nel film, diversi modi e luoghi riportano un’esplicita indicazione dello slogan che per anni ha caratterizzato buona parte delle ricerche di La Pietra: “Abitare è essere ovunque a casa propria”.
Sarà, dunque, più un progetto/happening che un’esposizione vera e propria, con un focus particolare sull’esperienza sociale, il contatto con realtà marginali, sviluppi di comunità. E con l’obiettivo di attivare un transito di comunicazione tra il linguaggio video e l’impegno sociale: quasi un ponte tra l’esperienza storica e le emergenze vive delle nuove generazioni e delle nuove povertà.
Portare i video di La Pietra a Bolzano offre la possibilità alle realtà coinvolte nel progetto di rivisitare gli spazi di risulta della città, i luoghi intermedi, gli interstizi di sopravvivenza: dagli orti urbani, ai luoghi di scarto dei senza tetto, ai passaggi ferroviari in disuso, dove affiora una vita intermittente e sconvolta. 

 

   Ugo La Pietra, La Grande Occasione Foto Aurelia Raffo

 

Spazi e soggetti coinvolti nel progetto

Spazio5 artecontemporanea, con la direzione curatoriale di Manuel Canelles, coinvolge nel progetto dedicato a La Pietra spazi istituzionali (Centro Trevi, Università di Bolzano) e spazi alternativi. E insieme le associazioni del territorio o collettivi impegnati in un’architettura di ritorno, sviluppi di comunità, centri giovanili, luoghi di didattica istituzionali (Liceo Artistico Pascoli) insieme a progetti indipendenti.
Il tutto al fine di riflettere sulla portata del tema della partecipazione e attivando al contempo laboratori, talk e performance artistiche.

Questo sviluppo capillare sulla città si pone l’obiettivo di problematizzare l’ontologia dell’azione collettiva e di lavorare in maniera concreta sull’idea stessa di spazio attivo e mobile, paradigma inquieto del nostro tempo.
Si aggiunge anche del senso profondo e sotterraneo che collega le azioni artistiche di Ugo La Pietra ai concetti di disequilibrio, accadimento e imprevisto, elementi esistenziali (ed emergenziali) della contemporaneità.

La collaborazione con l’Università di Bolzano

Il progetto è già stato avviato grazie alla preziosa collaborazione con la Libera Università di Bolzano. A dicembre, infatti, nel corridoio centrale, ha inaugurato un’installazione video-sonora progettata da Kuno Prey con la collaborazione dello studente Rodrigo Luis Medina.
Sono stati proposti alcuni video sperimentali di Ugo La Pietra tra cui alcuni film che hanno fatto la storia di quella corrente culturale passata alla storia come “Cinema d’artista”. Tra le opere già esposte: Il video comunicatore, Immersioni, Il monumentalismo, I propri itinerari.

 

   Ugo La Pietra, La riappropriazione della città (1977)

 

Eventi correlati

Durante i mesi dell’esposizione sono previsti eventi ed happening artistici che si relazioneranno con l’opera e la poetica di Ugo La Pietra. Tra cui un intervento dell’artista Stefano Bernardi, un progetto fotografico di Christian Martinelli o progetti laboratoriali in collaborazione con il Liceo Pascoli e Macello / Teatro Pratiko / Vintola18. I laboratori partono dall’esperienza didattica e pedagogico-artistica legata alla dimensione sociale e periferica svolta dagli artisti radicali degli anni ’70.
In particolar modo dalle azioni video e performative di Ugo La Pietra, esploratore delle frontiere del design e dei bisogni degli utenti, che coniuga la tradizione artigianale con nuovi bisogni sociali. Questi progetti si trasformano in indagine artistica audiovisiva nell’ambito della quale il videomaker diventa viaggiatore dello spazio urbano, adottando una strategia di passaggio indeterminato che lo porta a muoversi in maniera casuale all’interno di più territori.

Le videoinstallazioni di Lucio La Pietra

In mostra anche le suggestive videoinstallazioni di Lucio La Pietra, videomaker milanese che lavora e fa ricerca nel campo delle arti visive, in particolare nell’ambito delle produzioni video. Collabora con aziende, case di produzione, agenzie di comunicazione, studi di architettura, istituzioni, musei.
L’interazione con le opere del padre è particolarmente significativa, in quanto dal dialogo intimo con le opere del padre è possibile interrogarsi sui concetti di tempo storico e tempo soggettivo. Ma anche sulla necessità di accettare le differenze da cui può scaturire persino un’intima complicità.

 

Immagine d’apertura: Ugo La Pietra


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