Arte

‘Affinità elettive da De Chirico a Burri’: la mostra alla Gnam di Roma

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La mostra unisce opere della Fondazione Magnani Rocca insieme a quelle della Gnam per illustrare il fervente periodo artistico dagli anni ’20 agli anni ’60.

 

di redazione

ROMA – Continua la fruttuosa collaborazione tra la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Gnam) di Roma e la Fondazione Magnani Rocca di Parma, dove sono riunite le opere raccolte da Luigi Magnani. A marzo la nota ‘Villa dei capolavori’, sede della Fondazione, aveva ospitato la mostra ‘Novecento romano’, che presentava le opere della Gam. Adesso tocca alla Galleria d’arte moderna di Roma, accostare e integrare alcuni nuclei artistici provenienti dalla collezione della Fondazione Magnani. Ancora una volta suggestioni, assonanze e tematiche comuni costituiscono un nuovo dialogo artistico, nella mostra ospitata alla Gnam di Roma.
Dal titolo “Affinità elettive da De Chirico a Burri” è visitabile fino al 13 marzo. Un insieme di straordinarie opere di maestri del primo ‘900. Da De Chirico a De Pisis, da Morandi a Casorati, da Afro a Trombadori e a Burri. Artisti messi armoniosamente a confronto dai curatori Stefano Roffi, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi.
Una carrellata di capolavori, circa 40 provenienti dalla splendida Villa di Mamiano di Traversetolo, sede della Magnani Rocca. Insieme ad altrettanti della Gnam, che caratterizzano il fervente periodo artistico che va dagli anni ’20 agli anni ’60. Un dialogo artistico nuovo e non scontato che prende le mosse da un’opera di Giorgio de ChiricoEnigma della Partenza’ del 1914. In cui la piazza circondata da architetture indefinite è tradotta dal genio di Volos con l’idea classica dello spazio che influenzerà il ‘900 europeo.

Giorgio Morandi
                           Giorgio Morandi, Natura morta, 1953

Alla prima opera metafisica, sono affiancati la ‘Susanna’ di Casorati del 1929, il ‘Busto di giovinetta’ di Ettore Colla e ‘La Diavoleria’ di Ferrazzi (1929-1930). Il percorso prosegue poi con la ‘Marina’ del ’32 di Carlo Carra’, le tele di De Pisis, con De Chirico e lo stesso Carra’, protagonista della Metafisica ferrarese. Fra queste provengono dalla Fondazione di Parma ‘Paesaggio’ (1937), ‘W Mozart’ (1941), ‘Interno dello studio’ (1941), ‘Pan (figura con flauto)’ del ’44. Affiancate alle opere conservate alla Gam, quali la ‘Natura morta (Pesci e bottiglia)’ del 1925 e il ‘Lungosenna autunnale’ del 1934. La terza sezione della rassegna romana invece espone le nature morte di Giorgio Morandi. Un eccezionale nucleo d’opere che Magnani è riuscito a riunire anche grazie all’amicizia con il maestro bolognese. Nell’insieme si tratta di capolavori degli anni ’20, ’40, ’50 e ’60 esposte insieme alle nature morte di Francalancia, Melli, Trifoglio, Janni, Afro e altri. Di Afro è esposta la ‘Natura morta’ con gli strumenti musicali in sintonia con quella successiva di Morandi. Un omaggio a Magnani, non solo grande mecenate d’arte, anche importante musicologo.

 

 

Immagine d’apertura: Giorgio De Chirico, Enigma della partenza, 1914

 

 

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