Arte

‘Affinità elettive da De Chirico a Burri’,la mostra alla Gnam di Roma

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di a.f.

Roma, lunedì 21 dicembre 2015 –

Continua la fruttuosa collaborazione tra la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Gnam) di Roma e la Fondazione Magnani Rocca di Parma, dove sono riunite le straordinarie opere raccolte da Luigi Magnani.

31d9f57a251c359f579de99ffb56a085A marzo la nota ‘Villa dei capolavori’, sede della Fondazione parmense, aveva infatti ospitato la mostra ‘Novecento romano’, che presentava le opere della Gam e la cultura artistica della capitale nella prima metà del XX secolo. Adesso dunque tocca a Roma, alla Galleria d’arte moderna, accostare e integrare alcuni nuclei artistici provenienti dalla collezione della Fondazione Magnani. Ancora una volta suggestioni, assonanza, tematiche comuni e ambiti figurativi costituiscono un imperdibile nuovo dialogo artistico nella mostra ospitata negli spazi della Gnam di Roma fino al 13 marzo e dal titolo “Affinità elettive da De Chirico a Burri”. Un insieme di straordinarie opere di tanti maestri del primo ‘900: da De Chirico a De Pisis, da Morandi a Casorati, da Afro a Trombadori e a Burri. Artisti messi armoniosamente a confronto dai curatori Stefano Roffi, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi.

Una carrellata di capolavori, circa 40 provenienti dalla splendida Villa di Mamiano di Traversetolo, sede della Magnani Rocca, e altrettanti della Gnam, che caratterizzano il fervente periodo artistico che va dagli anni ’20 agli anni ’60. Un dialogo artistico nuovo e non scontato che prende le mosse da un’opera di Giorgio de Chirico ‘Enigma della Partenza’ del 1914, in cui la piazza circondata da architetture indefinite è tradotta dal genio di Volos con l’idea classica dello spazio che influenzerà il ‘900 europeo. Subito 63bf9c58ace1b81298f0b5cc3da2b4ebdopo il percorso espositivo affianca al capolavoro della prima opera Metafisica la ‘Susanna’ di Casorati del 1929, al ‘Busto di giovinetta’ di Ettore Colla e a ‘La Diavoleria’ di Ferrazzi (1929-1930). Il percorso prosegue poi con la ‘Marina’ del ’32 di Carlo Carra’. Stupende le tele di De Pisis, con De Chirico e lo stesso Carra’, protagonista della Metafisica ferrarese.
Fra queste provengono dalla Fondazione di Parma ‘Paesaggio’ (1937), ‘W Mozart’ (1941), ‘Interno dello studio’ (1941), ‘Pan (figura con flauto)’ del ’44, affiancate alle opere conservate alla Gam come la ‘Natura morta (Pesci e bottiglia)’ del 1925 e il ‘Lungosenna autunnale’ del 1934.
La terza sezione della rassegna romana invece espone le nature morte di Giorgio Morandi, un eccezionale nucleo d’opere che Magnani è riuscito a riunire anche grazie all’amicizia che con il maestro bolognese. Nell’insieme si tratta di capolavori degli anni ’20, ’40, ’50 e ’60, affiancati alle nature morte di Francalancia, Melli, Trifoglio, Janni, Colacicchi, Trombadori, Capogrossi e Afro. Di quest’ultimo artista è esposta la ‘Natura morta’ con gli strumenti musicali in sintonia con quella successiva di Morandi, un omaggio a Magnani, non solo grande mecenate d’arte, anche importante musicologo.

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