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Alfina Fresta: la ragazza disabile che emoziona con la sua voce

Per Arte Senza Barriere, la storia di Alfina Fresta: una ragazza disabile che con coraggio e determinazione è diventata una cantante lirica 

 


Rubrica a cura di Rosario Rito 


Alfina è una di due gemelle che se anche nate prematuramente erano perfettamente normali, come siamo abituati a dire. Le bambine avevano solo sette mesi d’età, quando, compresi i loro genitori, presero una brutta influenza, da cui tutti guarirono, tranne lei, Alfina. Tutti pensavano che la bambina fosse affetta da qualche malattia rara. Malattia, che se da una parte le portava via l’uso delle gambe, dall’altra non di sicuro la percezione del proprio stato d’essere e di volere. Stato d’essere che da piccolina, sfogava col rompere o spezzare le gambe a ogni bambolina che le regalavano. Dato che le sue gambe non le davano la possibilità di camminare, allo stesso modo doveva essere per le sue bambole, diceva la piccola Alfina alla madre.

Nonostante la grande amarezza e le tante sofferenze iniziali, i genitori la fanno studiare, dandole il massimo sostegno e appoggio su tutto. Doveva iscriversi anche all’Università, ma Alfina non volle.
Il suo desiderio fu studiare canto e musica. Mariella Argiracupulos sarà la sua insegnante di musica. Erano tanti i problemi d’affrontare, in particolare il fatto che la ragazza doveva cantare da seduta. Cosa difficile per le canzoni di musica leggera, figuriamoci per le liriche. Sta di fatto che se da soli non si raggiunge nulla, è anche vero che: “la libertà come la bravura, non è una dote che ci si auto attribuisce, ma una qualità che ci viene riconosciuta solo dopo averla esercitata”.

Fu Alfina stessa a suggerire come poterla aiutare. E questo dovrebbe farci riflettere e capire tante cose. Con il semplice “per” non si costruisce niente, si cade solo nel frivolo abbandono che sta in quel credere di sapere senza conoscere. Ci si dovrebbe soffermare su quanto è importante l’aiuto reciproco, la comprensione, la collaborazione, la considerazione, la fiducia, e soprattutto, e dico soprattutto, il credere nell’altro. E Mariella Argiracupulos crede in quella ragazza, ci crede davvero. E poi arriva Agata Reale, la direttrice della scuola di canto ‘Amici inscena’, che la considera semplicemente una forza della natura, e non soltanto per la sua volontà e caparbietà di voler imparare, soprattutto per il suo prezioso e innato talento: la sua meravigliosa voce.

Una voce che un corpo cosi delicato, sembra impossibile possedere. Una voce che emoziona, commuove e dà a chi l’ascolta la possibilità di andare oltre, al di là delle apparenze e delle perplessità. Al di là dei muri e delle barriere, fino ad arrivare ad assistere alla creazione di qualcosa di bello e di inatteso nei confronti di se stessi e in prospettiva di un futuro migliore, dove veramente possiamo essere tutti uguali. Nel vedere che la giovane, possedeva una grande volontà d’imparare, i suoi insegnanti di canto, suggerirono alla madre di iscriverla al corso teatrale ‘Nèon’ che si occupa dell’educazione alla recitazione e organizza spettacoli teatrali, dove artisti normodotati o con diverse forme di disabilità recitano e interagiscono insieme. Qui incontra Stefania Liccirdello – presidente dell’Associazione – che sarà “la sua ombra”. Stefania infatti trova il modo di risolvere il problema principale: la terrà sollevata dai fianchi e Alfina può cantare in piedi. 

Di questa talentuosa ragazza s’incominciò a parlare subito dopo una sua breve esibizione pubblicata su Facebook. In meno di una settimana, riesce a raggiungere più di sessanta milioni di visualizzazioni. Anche la RAI si accorge di lei e nel settembre del 2019, partecipa al programma ‘La prima volta’ di Cristina Parodi, su Raiuno, dove in modo eccellente canta, accompagnata dall’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, ‘Nessun dorma’, incantando tutti. Anche in quella occasione, c’era la sua inseparabile ombra dal nome Stefania che oltre a sorreggerla, l’aiutava nei giusti movimenti per una corretta respirazione. Quella bambina che un tempo rompeva le gambe alle bamboline per assimilarle a lei, oggi non ha limiti o complessi d’inferiorità e lo si capisce quando dice: “Ho fatto solo ciò che mi riesce meglio e che mi rende felice… La musica mi fa sentire viva.”, aggiungendo: “Ho sempre sognato alla grande”.

Alfina Fresta è una giovane siciliana di Catania, è affetta da tetraparesi spastica distonica ed è ipovedente, nel suo percorso il ruolo della famiglia per riuscire a realizzare il suo sogno è stato determinante. Solo nel momento in cui si ha o si fa parte di una grande e coraggiosa famiglia si riescono a superare gli ostacoli con coraggio e naturalezza. L’ascolto e l’appoggio della famiglia sono le principali basi su cui si realizza il destino o la sorte di una persona. Chiunque essa sia o in qualunque realtà si trovi a vivere. Mi piace concludere con le parole di Kahlil Gibran: “La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra l’anima di colui che ascolta”. Ecco io come Alfina e la sua famiglia, amo guardare e ascoltare il mondo con gli occhi del cuore e dell’anima. Grazie Alfina, grazie a te e alla tua famiglia.


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Immagine d’apertura: Alfina Fresta. Foto © Repubblica Palermo

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