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Alfina Fresta: la ragazza disabile che emoziona con la sua voce

Per Arte Senza Barriere, la storia di Alfina Fresta: una ragazza disabile che con coraggio e determinazione è diventata una cantante lirica 

 

Rubrica a cura di Rosario Rito 

Alfina è una di due gemelle che se anche nate prematuramente erano perfettamente normali, come siamo abituati a dire. Le bambine avevano solo sette mesi d’età, quando, compresi i loro genitori, presero una brutta influenza, da cui tutti guarirono, tranne lei, Alfina. Tutti pensavano che la bambina fosse affetta da qualche malattia rara. Malattia, che se da una parte le portava via l’uso delle gambe, dall’altra non di sicuro la percezione del proprio stato d’essere e di volere. Stato d’essere che da piccolina, sfogava col rompere o spezzare le gambe a ogni bambolina che le regalavano. Dato che le sue gambe non le davano la possibilità di camminare, allo stesso modo doveva essere per le sue bambole, diceva la piccola Alfina alla madre.
Nonostante la grande amarezza e le tante sofferenze iniziali, i genitori la fanno studiare, dandole il massimo sostegno e appoggio su tutto. Doveva iscriversi anche all’Università, ma Alfina non volle.
Il nonno materno cantava sempre per lei, e forse questo ha influito nel far nascere in lei la grande passione per il canto. Il suo desiderio fu studiare canto e musica. Dopo un’iniziale perplessità della madre, per timore delle difficoltà e per proteggerla dalle delusioni, i genitori appoggiano e sostengono i desideri della ragazza. 
I dispiaceri e le mortificazioni sono stati tanti infatti, ma mamma Antonietta non getta la spugna e dopo molte amarezze trova Mariella Argiracupulos: un’insegnate di musica, che decide di fare dei tentativi senza prometterle nulla. Erano tanti i problemi d’affrontare, in particolare il fatto che la ragazza doveva cantare da seduta. Cosa difficile per le canzoni di musica leggera, figuriamoci per le liriche.
A questo si aggiunsero i problemi di vista, che le impedivano di leggere le parole. Beh… ditemi voi dov’era o che tipo di futuro potesse avere quella giovane ragazza dal corpicino così esile. Sta di fatto che com’è vero che da soli non si raggiunge nulla, molto più veritiero è che: “la libertà come la bravura, non è una dote che ci si auto attribuisce, ma una qualità che ci viene riconosciuta solo dopo averla esercitata”. Ciò che sorprese di più la prof.ssa Argiracupulos, fu il fatto che era Alfina stessa che suggeriva come poterla aiutare. E questo dovrebbe farci riflettere e capire tante cose. Con il semplice “per” non si costruisce niente, si cade solo nel frivolo abbandono che sta in quel credere di sapere senza conoscere. Ci si dovrebbe soffermare su quanto è importante l’aiuto reciproco, la comprensione, la collaborazione, la considerazione, la fiducia, e soprattutto, e dico soprattutto, il credere nell’altro. Come succede per la signora Mariella. Lei crede in quella ragazza, ci crede davvero, difatti non si limita solo a insegnarle musica e canto, ma ama collaborare con lei.
E poi c’è Agata Reale, la direttrice della scuola di canto ‘Amici inscena’, che la considera semplicemente una forza della natura, e non soltanto per la sua volontà e caparbietà di voler imparare, soprattutto per il suo prezioso e innato talento: la sua meravigliosa voce.

Una voce che un corpo cosi delicato, sembra impossibile possedere. Una voce che emoziona, commuove e dà a chi l’ascolta la possibilità di andare oltre, al di là delle apparenze e delle perplessità. Al di là dei muri e delle barriere, fino ad arrivare ad assistere alla creazione di qualcosa di bello e di inatteso nei confronti di se stessi e in prospettiva di un futuro migliore, dove veramente possiamo essere tutti uguali. Nel vedere che la giovane, possedeva una grande volontà d’imparare, i suoi insegnanti di canto, suggerirono alla madre di iscriverla al corso teatrale ‘Nèon’ che si occupa dell’educazione alla recitazione e organizza spettacoli teatrali, dove artisti normodotati o con diverse forme di disabilità recitano e interagiscono insieme. È qui che incontra Stefania Liccirdello – presidente dell’Associazione – che la giovane Alfina, definisce “la sua ombra”.
Stefania trova il modo di risolvere il suo problema principale: le viene in mente di tenerla sollevata dai fianchi. Alfina può quindi cantare in piedi come una normale cantante e con minore fatica. Le due sono inseparabili. Una è l’ombra dell’altra. Ogni movimento, ogni respiro è sincronizzato alla perfezione.
Di questa talentuosa ragazza s’incominciò a parlare subito dopo una sua breve esibizione pubblicata su Facebook. In meno di una settimana, riesce a raggiungere più di sessanta milioni di visualizzazioni. Anche la RAI si accorge di lei e nel settembre del 2019, partecipa al programma ‘La prima volta’ di Cristina Parodi, su Raiuno, dove in modo eccellente canta, accompagnata dall’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, ‘Nessun dorma’, incantando tutti. Anche in quella occasione, c’era la sua inseparabile ombra dal nome Stefania che oltre a sorreggerla, l’aiutava nei giusti movimenti per una corretta respirazione. Quella bambina che un tempo rompeva le gambe alle bamboline per assimilarle a lei, oggi non ha limiti o complessi d’inferiorità e lo si capisce quando dice: “Ho fatto solo ciò che mi riesce meglio e che mi rende felice… La musica mi fa sentire viva.”, aggiungendo: “Ho sempre sognato alla grande”.
Alfina Fresta è una giovane siciliana di Catania, è affetta da tetraparesi spastica distonica ed è ipovedente, nel suo percorso il ruolo della famiglia per riuscire a realizzare il suo sogno è stato determinante. Solo nel momento in cui si ha o si fa parte di una grande e coraggiosa famiglia si riescono a superare gli ostacoli con coraggio e naturalezza. L’ascolto e l’appoggio della famiglia sono le principali basi su cui si realizza il destino o la sorte di una persona. Chiunque essa sia o in qualunque realtà si trovi a vivere. Mi piace concludere con le parole di Kahlil Gibran: “La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra l’anima di colui che ascolta”. Ecco io come Alfina e la sua famiglia, amo guardare e ascoltare il mondo con gli occhi del cuore e dell’anima. Grazie Alfina, grazie a te e alla tua famiglia.

Immagine d’apertura: Alfina Fresta. Foto © Repubblica Palermo

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