Cinema

Alla Ono arte incontro su “La metropoli post-atomica nel cinema di animazione giapponese”

Ono arte post atomica

di redazione

Bologna, lunedì 4 aprile 2016 –

Prosegue alla Ono arte contemporanea di Bologna la rassegna Apocalittici e Sopravvissuti: racconti dal futuro.

Ono arte post atomicaUna iniziativa che si propone, durante una serie di incontri, in programma fino al 4 maggio, organizzati in collaborazione con NipPop e Power to the Pop – Osservatorio sulle culture pop, di tracciare un percorso nella sci-fi del secondo dopoguerra: da Godzilla a Star Wars, da Gō Nagai a Ballard. Proiezioni utopiche o distopiche di una realtà  troppo spesso spaventosa hanno raccontato di un’umanità fragile, sospesa fra due millenni, assetata di nuovi modelli che possano anticipare o raccontare ciò che è prossimo, ciò che speriamo non si verifichi mai o il percorso che si compirà per arrivarci. Le creazioni letterarie e artistiche della fantascienza aiutano a comprendere e raccontare le metamorfosi in atto e a prospettare e immaginare futuri diversi.
Il terzo incontro, dei cinque appuntamenti della rassegna si terrà mercoledì 6 aprile alle ore 18:30, e avrà come tema “Cartografie della Post-Apocalissi: la metropoli post-atomica nel cinema d’animazione giapponese“, a cura di Paola Scrolavezza, interverrà Francesca Scotti.
La città, distrutta, deformata, rinata dalle proprie ceneri, al tempo stesso metafora e nemesi di un sistema e di un potere fatalmente votati a un destino di implosione/esplosione, è senz’altro una delle immagini più potenti, disturbanti e presenti del cinema di animazione giapponese contemporaneo. Akira di Katsuhiro Ōtomo (1988), Metropolis di Rintarō (2001) e Summer wars di Hosoda Mamoru (2009), ognuno in modo diverso, offrono interessanti spunti di riflessione sulle modalità in cui la metropoli si costruisce come fulcro della narrazione del fallimento della modernità, lo stesso che ha condannato l’umanità a vivere nel limbo sospeso dell’era post-atomica. Girati a quasi un decennio di distanza l’uno dall’altro, ci parlano di una progressiva rarefazione della paura del nucleare, dalle immagini di distruzione nette e senza appello all’interno delle quali Akira è incastonato, al virtuosismo citazionista di Metropolis, fino ad arrivare a Summer wars e alla dissoluzione del reale nel virtuale. Un processo che non implica tuttavia una perdita di senso, anzi. E la mappa metropolitana di Tokyo – riferimento ossessivamente presente, citazione esplicita o metonimia – si fa cartografia di uno spazio simbolico, dove in gioco non è solo la distribuzione architettonica delle aree urbane, quanto costruzione di nuove gerarchie, valori e poteri.

 

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