Arte

Alla scoperta del Museo del Novecento di Castel S. Elmo a Napoli

Anche il Museo del Novecento di Castel S. Elmo è ora disponibile sul canale YouTube del MiBACT. Un viaggio nel tempo attraverso un tour virtuale.

 

di redazione

NAPOLI – Come molte altre istituzioni dall’inizio dell’emergenza coronavirus, anche il Museo del Novecento di Castel S. Elmo è ora online. Disponibile in audiovideo sul canale youtube del MiBact immerge il visitatore in un viaggio nel tempo. Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, musei, parchi archeologici e enti autonomi statali forniscono contributi audiovisivi per permettere alle persone di continuare a godere da casa del patrimonio culturale italiano. Il video “Emozioni del Contemporaneo” è una passeggiata nel tempo e nelle emozioni. Accompagna il visitatore alla scoperta dei movimenti artistici le cui opere rientrano nella collezione d’arte contemporanea di Castel S. Elmo.
Il tour virtuale inizia dal 1910, dalla serata futurista organizzata da Filippo Tommaso Marinetti al teatro Mercadante di Napoli. Analizza le opere dalle forme vorticose e colori brillanti, motore del cambiamento e della trasformazione. Quali quelle di Emilio Buccafusca e Guglielmo Roehrssen di Cammerata. Prosegue con il ritorno alla tradizione e al richiamo all’ordine, alle regole che sanno trasmettere sicurezza. Come nelle opere di Francesco Galante, Franco Girosi, Giovanni Brancaccio, Eugenio Viti.
Il tour arriva poi al periodo più tragico dell’esistenza umana: la seconda guerra mondiale. Con gli artisti che hanno vissuto sulla loro pelle questo dramma. Ma nelle loro tele hanno lasciato un insegnamento: non bisogna vergognarsi del sentimento della paura. Bisogna riconoscerlo e imparare a raccontarlo, per esorcizzarlo e diventare più forti e consapevoli. E’ ciò che hanno lasciato Emilio Notte, Federico Starnone e Raffaele Lippi.

Dietro ogni opera d’arte c’è sempre uno stato d’animo, ma non sempre siamo in grado di dare forma alle emozioni. Si arriva quindi a Renato Barisani e Domenico Spinosa che costruiscono una realtà diversa dall’esperienza quotidiana, attraverso il colore e la materia.
Si passa così agli anni ’60, in cui gli oggetti quotidiani diventano protagonisti di opere d’arte. Gli artisti sentono il bisogno di confrontarsi con la realtà che li circonda. Alcuni impiegano gli oggetti con ironia, altri invece vogliono far riflettere sui problemi che affliggono l’umanità. Utilizzano l’arte come denuncia e rivendicazione. Infine, il viaggio nel tempo si conclude con la Transavanguardia, che fonde pittura e oggetti. Mescola gli stili del passato e li trasforma in un messaggio attuale. Le inquietudini diventano un invito a vivere la vita pienamente, imparando dalla storia e proiettandoci verso il futuro. Così come rilevano le opere di Mimmo Paladino, Ernesto Tatafiore e Nino Longobardi.
L’iniziativa del Mibact e dei suoi musei mostra non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali. Le numerose professionalità che lavorano alla conservazione, tutela, valorizzazione e didattica. Attraverso il sito e i propri profili Facebook, Instagram e Twitter il Ministero rilancia i numerosi contributi digitali in corso. Sulla pagina La cultura non si ferma, in continuo aggiornamento, sono presenti infatti diversi video dei luoghi della cultura statali.

 

Immagine d’apertura: Museo Novecento di Castel S. Elmo
Foto © polomusealecampania.beniculturali.it

 

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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