Arte

Alle Gallerie delle Prigioni Italia Twist, la cultura visiva contemporanea


La cultura visiva contemporanea, rappresentata da 19 artisti, è al centro della mostra alle Gallerie delle Prigioni di Treviso 


 

TREVISO – Fondazione Imago Mundi riapre le Gallerie delle Prigioni con Italian Twist con una nuova collettiva che mette al centro la produzione artistica italiana.
Un riconoscimento alla ricchezza della cultura visiva contemporanea made in Italy, e un richiamo al desiderio comune di un nuovo corso.

La mostra, a cura di Elisa Carollo e Mattia Solari, visitabile dal 10 giugno al 26 settembre 2021, presenta una selezione di opere di 19 artisti italiani, nati principalmente negli anni ’80 e ’90.

La collettiva

Si tratta di una raccolta eterogenea, una libera campionatura con l’obiettivo di far emergere la molteplicità e la diversità dei linguaggi: scultura, arti performative, pittura, installazione.
Le opere raccolte in Italian Twist raccontano di un cortocircuito, uno scatto creativo, un ribaltamento di prospettiva, incalzante e impellente sia rispetto alle tecniche che agli stili artistici. Ma anche rispetto ai temi attuali e urgenti, quali il riconoscimento dei diritti civili e di genere, la sorveglianza digitale, la relazione fra natura e uomo, la percezione dello scorrere del tempo.

Gli artisti in mostra

Italian Twist vuole essere anche occasione per una esplorazione e una riflessione sulla produzione artistica italiana degli ultimi 10 anni. Diciannove gli artisti in mostra. Quali: Paola Angelini, Ruth Beraha e Allison Grimaldi Donahue, Gianluca Concialdi, The Cool Couple, Giuseppe Di Liberto, Irene Fenara, Christian Fogarolli, Riccardo Giacconi, Diego Gualandris, Iva Lulashi, Ruben Montini, Ludovico Orombelli, Fabio Roncato, Alice Ronchi, Alessandro Simonini, Marta Spagnoli, Luca Trevisani, Serena Vestrucci.

   Diego Gualandris, Bejuquilla, 2020 olio su tela © Courtesy ADA Projects

 

Alcune tematiche delle opere

Serena Vestrucci, con le sue opere in divenire, riflette sul valore di un tempo dilatato e i mutamenti impercettibili. Nelle sue sculture Fabio Roncato cristallizza l’attimo, cattura la tensione di un istante, mentre i reliquiari e le voliere di Luca Trevisani mostrano il trascorrere del tempo tramite gli elementi che ci nutrono.
La pandemia, e tutte le sue conseguenze, entra nel tema del disagio mentale che Christian Fogarolli elabora nel suo progetto Stone of Madness. Entra anche nella scelta di Riccardo Giacconi di esporre due maschere e tre tende, simbolici sipari di un teatro vuoto, come vuoti sono stati i luoghi di cultura.

Le sperimentazioni tecniche

Il “cortocircuito creativo” è ben evidente non solo nei contenuti ma anche nella sperimentazione tecnica e stilistica delle opere in mostra. Se la pittura di Paola Angelini recupera e valorizza il patrimonio dell’arte figurativa tradizionale, nel lavoro di Iva Lulashi il gesto pittorico viene invece investito di un significato simbolico di resistenza della storia più recente. Diego Gualandris sceglie invece di dipingere con pennelli, stracci e indumenti trascinando e mescolando i colori in un’accumulazione di strati. Marta Spagnoli invece affronta lo spaesamento della tela bianca rielaborando sedimenti di una sfera simbolica della nostra storia con movimenti senza punti fermi, da cui far sviluppare una nuova narrazione.

Raccolte presenti

In mostra sono esposte anche le raccolte di Imago Mundi Collection dedicate all’Italia: insieme alle due collezioni nazionali (Praestigium Italia I e II; 2014), gli approfondimenti su Campania (2015) e Sicilia (2016). Un totale di oltre 780 opere formato 10 per 12 cm realizzate da artisti storicizzati come Sandro Chia, Emilio Isgrò, Renata Boero, Massimo Vitali, Giorgio Griffa fino alle generazioni più giovani come Loredana Longo, Nicola Samorì, Guglielmo Castelli, per offrire una panoramica ricca, varia e approfondita della cultura visiva contemporanea del nostro Paese.
Un palinsesto di incontri e talk aperti a tutti accompagnerà la mostra durante tutto il periodo di apertura. Gli incontri saranno anche trasmessi in diretta sui canali social della Fondazione Imago Mundi.

Per maggiori Info: imagomundiart.com
Immagine d’apertura: SANDRO CHIA, Affetto, 2014 – olio su tela – Imago Mundi Collection “Praestigium Italia”

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