Arte

Amore e angoscia nelle opere di Munch La mostra al British Museum espone una rara litografia dell’Urlo

E’ in corso al British Museum una grande mostra dedicata al pittore norvegese. Esposte oltre 80 opere tra cui 50 stampe. Attrazione principale la rara litografia del celebre L’Urlo che apre a nuove interpretazioni.

di redazione

Londra – Di amori e drammi l’arte è piena. Tuttavia un solo dipinto è capace di esprimere l’angoscia umana: “L’urlo” di Edvard Munch. Ad ispirare l’artista fu lo spavento alla vista di un fenomeno naturale che gli provocò una tale angoscia scaturita in attacco di panico.
L’urlo di Munch è tra le opere più famose e riprodotte al mondo ed è immagine simbolo dell’angoscia di vivere. Anche se pare ci sia una nuova interpretazione, che giunge proprio da Londra.

Dalla grande mostra “Edvard Munch: Love and Angst” in corso da aprile al British Museum e visitabile fino al 21 luglio 2019. La rassegna indaga nella vita di Munch e approfondisce la sua opera con originalità e nuove chiavi di lettura. Al punto da presentare delle novità interpretative proprio riguardo al famoso dipinto dell’Urlo. Secondo Giulia Bartrum, curatrice della mostra londinese, il protagonista in realtà “non sta urlando”. Sarebbe “una persona che sente un urlo, per questo copre le sue orecchie, sconvolta dall’urlo della natura che la circonda”.

       “L’urlo” Edvard Munch. Galleria nazionale, Oslo

La particolarità della mostra sta nel fatto che, di ben 83 opere, tra dipinti, disegni e foto della vita di Munch, 50 sono stampe e litografie in prestito dal Munch Museum di Oslo.
Pezzo forte della mostra è proprio la litografia del celebre “L’urlo”. Il bianco e nero ha un impatto emotivo ancora più forte rispetto al dipinto a colori. Sul bordo c’è anche la scritta: “Ho sentito un urlo infinito attraversare la natura”. Dicitura che avvalorerebbe l’interpretazione della Bartrum.
Ogni suo singolo lavoro è riconducibile a un trauma o a un momento importante della sua vita. Munch stesso ha scritto: “Da che mi ricordo ho sofferto un profondo senso di angoscia che ho cercato di esprimere nella mia arte”.
Pertanto traumi, paure e dolori sono temi ricorrenti nei suoi dipinti. Come “La bambina malata”, in mostra insieme alla stampa, ricorda la morte per tubercolosi della sorella Johanne Sophie quando aveva 14 anni.

Tuttavia anche l’amore non gli ha dato tregua. Come l’angoscia lo ha tormentato la gelosia e i molti amori disastrosi. Emblematica l’opera dal titolo “Gelosia” che raffigura un uomo con l’aria disperata mentre sullo sfondo la donna che ama sorride a un altro.
Nel percorso espositivo londinese è presente anche l’autoritratto del 1902 con Tulla Larsen, il più duraturo dei suoi tanti amori burrascosi. Dopo la loro rottura, l’artista tagliò in due la tela per dividersi per sempre dalla Larsen. Tuttavia lei, dai lunghi capelli rossi, resterà la donna-simbolo in molte delle sue opere.
La finalità della mostra del British Museum dunque, è quella di mettere in evidenza l’abilità di Munch nel tirare fuori quel lato umano capace di colpire emotivamente lo spettatore, fino a coinvolgerlo profondamente. Una capacità che continua a distinguerlo.
Leggi Anche la litografia del celebre “L’urlo Munch”

*In alto: Litografia L’urlo (1893-1910), Edvard Munch

Info
Edvard Munch: love and angst
Fino al 21 luglio 2019
British Museum, Londra
www.britishmuseum.org/Munch

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Antonella Furci Autore di Artefair

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