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Antonio Ligabue: la scultura come arma per rivendicare la sua identità

Anche attraverso le sue sculture, Antonio Ligabue dava voce alla sua interiorità, come un modo di rivendicare la sua identità incompresa

 


di Rosario Rito


Come molti sanno  Antonio Ligabue, oltre a essere stato un grande pittore (Leggi qui l’articolo), fu anche un bravissimo scultore. Anzi, fu primariamente scultore, procurandosi la materia prima, l’argilla, sulle sponde delle rive del Po della Bassa reggiana.
È quasi certo che dato la facilità di procurarsi l’argilla, Ligabue abbia praticato molto l’arte della scultura. Anche perché non sempre aveva la possibilità di procurarsi il materiale per disegnare o dipingere. Per ammorbidirla e lavorarla, si dice che lui la mettesse in bocca. Un gesto che ancora una volta ci fa capire quanto il suo essere considerato o visto come il pazzo del Po, fosse completamente falso e fuorviante alla sua vera identità.

Le sculture di Ligabue

Nell’arco di poco più di un ventennio (1936 – 1958), Antonio Ligabue riuscì a realizzare all’incirca duecento sculture e oltre. Ma non preoccupandosi della cottura, come base primaria di conservazione, furono salvati solo settanta sculture. Opere queste che possono essere ammirare nelle varie mostre a lui dedicate o presso il Museo di Gualtieri (RE) a lui dedicato. Da un blocco d’argilla, dopo aver sbozzato la forma del soggetto da realizzare, Ligabue definiva la forma, curandone le sfumature, con un oggetto affilato e appuntito. L’artista modellava a suo piacimento e in base alla memoria visiva che aveva su un determinato animale o figura che voleva realizzare.

Espressività ed emotività

Antonio Ligabue con precisione e straordinaria bravura riusciva a realizzare la sua opere, che anche in scultura raffiguravano in maggior parte animali d’ogni genere, in particolar modo, domestici. La sua particolarità però stava nella capacità di realizzarle attraverso la memoria e l’aspetto ancora più affascinante era, ed è, l’espressività dei suoi animali raffigurati, che rappresentavano in realtà lo stato d’animo che Ligabue stesso provava durante la realizzazione della scultura, così come in pittura. Tutto ciò ci riporta a constatare anche nella scultura, che l’arte di questo straordinario artista, non fu mai semplicemente talento, ma docile arma per rivendicare la propria identità rispetto a chi gliela negava. Non vi è solo la voce per comunicare un tormento o un disaggio, per Ligabue bastava la creatività pittorica e scultoria.

 

Immagine d’apertura: Antonio Ligabue e una sua scultura – Ph Fondazione Archivio Antonio Ligabue

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