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Fra le nostre terre poi porteremo le onde, porteremo quella vista distratta, quell’udito in bilico fra parole, e del tatto inceppato nel reset di un libro

di c.c.

Albe su questo mare che non smetteranno di nutrire la vera ‘arte’. Affamati noi di quest’acqua abbondante racchiusa in lampade d’innesto di cuori al cospetto dello stupore.
Occupato l’occhio nel decifrare il bianco colorato di buio, fianchi dritti armati di niente, elementi ordinati parte della forma. Fra le nostre terre poi porteremo le onde, porteremo quella vista distratta, quell’udito in bilico fra parole, e del tatto inceppato nel reset di un libro. Ci saranno pagine non scritte senza un dettato suggerito. Da una finestra vedremo il futuro, ingombrante l’ignoranza!
Minore la manovra della sillaba su di un cielo che non mente, mantello di stelle custode del bello.
Non in movimento ipocrita artista, certezza del tuo successo involucro della tua tela.
Grammatica impasterai con banconote e pioggia lurida… creando una pittura nuova. Quando la tua mostra? In quale lusso la lusinga del mecenate di turno ti incastonerà?
Buona fortuna artista, sicuro però che non saprai ormeggiarti a questa alba che si vede dalle finestre di terre lontane…

 

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