Arte

Artepidemia: al tempo del coronavirus scompaiono i protagonisti delle opere d’arte

Con la campagna social del creativo Riccardo Pirrone, anche i protagonisti di celebri dipinti si ritirano nelle proprie immaginarie case, invitando tutti ad essere responsabili in questo difficile periodo.

 

di redazione

I due giovani innamorati di Hayez non si baciano più ai piedi delle scale. Così come non sorseggiano il loro assenzio i solitari clienti ritratti da Degas al Café de la Nouvelle- Athènes a Pigalle. Mentre non c’è nessuna figura che, scendendo dalla collina di Ekberg sopra Oslo, lancerà un urlo davanti ai toni accesi e infuocati del tramonto di Munch. E sicuramente avranno pensato bene di rimanere a casa i nottambuli di Hopper. Questa è l’arte ai tempi del coronavirus, che si adegua alle giuste restrizioni per contenere la diffusione del temuto covid-19. Luoghi moderni, angoli cittadini, bar, locali e aperta campagna senza persone e senza vita: Il risultato delle misure del governo per contenere il coronavirus, che tramite le maggiori opere di alcuni artisti si riesce a sentire il silenzio e la paura del contagio.
Questa è ARTEPIDEMIA – L’Arte di stare a casa. La campagna social, ideata e lanciata da Riccardo Pirrone, il pubblicitario creativo, famoso per le sue campagne di black humor dell’agenzia di pompe funebri Taffo Funeral Services. Prendendo ispirazione dal fotografo Jose Manuel Ballester, e con la collaborazione del grafico Simone Putignano, Pirrone ha creato la campagna di real time marketing “Artepidemia – L’arte di stare a casa”, che creano nel pubblico dei social riflessione e destabilizzazione. Attraverso l’elaborazione grafica di famose opere d’arte, private dei loro protagonisti, Pirrone racconta le città deserte d’Italia. Osservando questi dipinti si riesce a sentire il silenzio delle vie, delle città e al contempo la paura del contagio. Ma si percepisce anche la responsabilità degli italiani che rispettano le disposizioni governative.

                                  L’assenzio di Degas e L’Urlo di Munch senza le figure umane  © Riccardo Pirrone 

Tutto questo infatti è stato ideato per descrivere il senso di responsabilità degli italiani o per gridare ancora più forte: dobbiamo restare a casa, guardate, anche i protagonisti dei quadri più famosi della storia se ne stanno a casa loro. Perché come scrive Riccardo Pirrone: “non è vero che questa epidemia sta tirando fuori il peggio di noi e non è vero neanche che sta tirando fuori il meglio di noi. Stare da soli a casa ci costringe a essere noi stessi. Ci proviamo con i social a dipingerci per quello che vorremmo essere, a sognare, a divertirci e a interagire, ma quando si chiudono le app siamo costretti ad accettare che anche domani saremo soli con noi stessi. È dura, ma lo facciamo per noi e anche per gli altri. Alla fine un pittore non è altri che una persona che sta sola, chiusa in casa, a mostrare se stesso. Se stesso nel mondo”.
I quadri elaborati sono L’Assenzio di Degas, Il Bacio di Hayez, I nottambuli di Hopper, I Papaveri di Monet e L’Urlo di Munch.

 

Immagine d’apertura: I nottambuli di Edward Hopper
© Riccardo Pirrone

 

Info
Per vedere tutti i lavori di Riccardo Pirrone
questo il sito: www.riccardopirrone.com/artepidemia/

Qui il link della pagina Facebook:

 

 

© Riproduzione riservata

 

About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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