Arte

Beppe Devalle: la prima retrospettiva al Mart

Beppe Devalle Jo Jolanda Devalle 2010 Collezione privata

A pochi anni dalla scomparsa, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (Mart) dedica la prima retrospettiva a Beppe Devalle

 

di redazione

TRENTO – Docente prima all’Accademia Albertina e poi all’Accademia di Brera di Milano, Beppe Devalle passa alla storia per essere stato un grande maestro della pittura italiana. Uno dei maggiori protagonisti dell’arte del nostro tempo. Molto apprezzato anche come collagista, ha sempre rifiutato le tendenze stilistiche del momento per distinguersi con uno stile molto personale. Per questo Devalle era spesso visto come un personaggio fuori dal comune. Una voce fuori dal coro. Creatore del “Nuovo Stile Epico italiano”, è definito anche un maestro del fotomontaggio. A pochi anni dalla scomparsa dell’artista, il Mart – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto gli dedica la prima retrospettiva.  Dal titolo “Beppe Devalle 1940-2013” la mostra è visitabile fino al 14 febbraio 2016.
L’intento della mostra è quello di presentare l’excursus completo della sua produzione artistica.
Esposte al Mart 75 opere tra dipinti, collage, opere di grande formato, fotomontaggi, ambienti e soprattutto ritratti, che raccontano l’intero percorso creativo di Devalle. Di queste fa parte anche la produzione più recente e quindi pressoché inedita, come Guardandovi del 2010 e il dipinto Jo (Jolanda Devalle) del 2010. La mostra è un progetto corale coordinato da Maria Teresa e Jolanda Devalle, moglie e figlia dell’artista. Entrambe hanno favorito la nascita di un comitato scientifico d’eccezione, composto da studiosi che conobbero il pittore. Quali Carlo Bertelli, Paolo Biscottini, Barbara Cinelli, Flavio Fergonzi, Daniela Ferrari, Maria Mimita Lamberti. E ancora, Sandra Pinto, Giovanni Romano, Dario Trento e Alessandro Taiana.
Beppe Devalle si dedicò all’arte fin da giovanissimo e, come già detto, fu uno dei protagonisti più significativi in Italia e all’estero. Partecipò tre volte alla Biennale di Venezia (1963, 1972, 1982) e due alla Quadriennale di Roma (1972 e 1986). Fu un bravo osservatore delle inarrestabili e seducenti caratteristiche della società contemporanea. Fu affascinato in modo particolare dai protagonisti dello spettacolo, della politica e dell’informazione. Si fece interprete in sostanza dell’attualità, cogliendone le contraddizioni da profondo conoscitore qual era della tecnica pittorica, del linguaggio pubblicitario e della comunicazione.

 

 

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