Arte

Body to Body, il corpo come mezzo espressivo in mostra alla Galleria Nazionale di Roma

corpo a corpo body to body

di Tatiana V.

Roma, martedì 18 luglio 2017 – 

Arte – Ciò che caratterizza da sempre l’universo artistico è la continua ricerca di nuove espressioni e nuovi linguaggi. E di conseguenza di nuovi modelli

corpo a corpo body to bodyin natura o nell’uomo da cui prendere ispirazione. È su questa ricerca di elementi espressivi che hanno caratterizzato specifici periodi artistici il fil rouge della mostra ospitata dal mese di giugno, e fino al 24 settembre 2017, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
La mostra, dal titolo Body to Body – Corpo a Corpo e a cura di Paola Ugolini, analizza quel preciso momento in cui il lavoro degli artisti viene caratterizzato dall’appropriazione di nuovi linguaggi che vanno a influenzare e si estendono dalla danza all’evento, dall’happening al teatro, dalla pittura alla musica, dalla teoria alla scultura, dal cinema al video. All’interno di queste complesse vicende culturali, l’esposizione ha come obiettivo quello di mettere in risalto soltanto l’ambito in cui, lasciate le tradizionali forme dell’arte, l’artista si concentra sul corpo come mezzo espressivo. 
È il momento cruciale di questo passaggio artistico, copre i due decenni 1960 e 1970. Sono gli anni di presa di coscienza e di autodeterminazione, in cui si collocano le ricerche sperimentali che hanno declinato in vario modo le istanze femministe di alcune artiste come Marina Abramović, Tomaso Binga, Sanja Iveković, Ketty la Rocca, Gina Pane, Suzanne Santoro e Francesca Woodman e pioniere nella danza come Trisha Brown, Simone Forti e Yvonne Rainer negli scatti di Claudio Abate
Nel corso degli ultimi anni il linguaggio del corpo è tornato ad essere al centro della ricerca di alcune artiste italiane che lo hanno ripreso. Artiste dell’ultima generazione come la coppia formata da Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Valentina Miorandi e Alice Schivardi – e del collettivo artistico con base a Parigi Claire Fontaine. Tutte hanno riattualizzato l’eredità ricevuta da chi le ha precedute, realizzando una serie di opere che compenetrano le ragioni dell’estetica con quelle della politica. Il loro lavoro ravviva quei caratteri che la critica americana Lucy Lippard riconosceva come contributo del femminismo all’interno della vicenda artistica degli anni ’70: un’arte che fosse “esteticamente e socialmente efficace allo stesso tempo” caratterizzata “da un elemento di divulgazione e da un bisogno di connessione di là dal procedimento e del prodotto”. 
Ancora oggi la fotografia, il gesto e l’azione performativa sono gli strumenti ideali usati all’inizio degli anni ’60 dalle artiste per continuare lo scardinamento del linguaggio e dei mezzi espressivi classici e sottolinearne l’inadeguatezza. Il linguaggio verbale, infatti, spesso si è rivelato insufficiente per definire stati d’animo complessi. Per questo motivo la sua destrutturazione visiva, attraverso il collage e il video, è ancora fondamentale per esprimere sentimenti e punti di vista difficili da indagare con altri mezzi espressivi. 
Il catalogo della mostra, con testi istituzionali del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e della Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Cristiana Collu e saggi di Paola Ugolini, Massimo Mininni e Carla Subrizi, è edito da Silvana Editoriale.

Info

Sala Aldrovandi – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma
Orario 
da martedì a domenica 8.30 — 19.30
(ultimo ingresso ore 18.45)
lunedì chiuso

 

 

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