Arte

Buffoni, giocatori e contadini grotteschi nella pittura di genere

La pittura di genere, un tempo considerata di secondo livello rispetto a quella storico-religiosa, raffigura scene di vita quotidiana e consente di attingere alla conoscenza della vita reale del passato


 

ROMA – Spesso capita di non farci tanto caso alla varietà di generi esistenti nell’arte figurativa. Per chi non è proprio del mestiere, ma vuole accostarsi al mondo dell’arte frequentando interessanti mostre, non si accorge della differenza dei cosiddetti generi pittorici.
Per fortuna però ci pensano quelle mostre che seguendo specifiche tematiche evidenziano ai nostri occhi queste differenze. Soprattutto quelle mostre che accantonano per un po’ la pittura storico-religiosa presentando quella più di stampo sociale.

La pittura di genere

L’arte sociale è l’arte che rappresenta scene di vita quotidiana, meglio note come scene “di genere”. Ad essere raffigurati non sono più cortigiane, dame, principi o soggetti religiosi, ma semplicemente momenti personaggi comuni ritratti durante momenti di vita di tutti i giorni. Momenti come quella nei mercati, all’interno di abitazioni, di feste e goliardia, e così via.
Sono scene pittoriche del mondo reale in sostanza.
Motivo questo, che rende importante visitare una di quelle mostre incentrate su questo tipo di pittura. Come quella, per esempio, svoltasi qualche anno fa, nel 2016,
alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze dal titolo “Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici”. Erano esposte circa trenta opere del Seicento e del Settecento, prevalentemente provenienti dai depositi della Galleria Palatina. Illustravano soggetti figurativi bizzarri ricorrenti nelle collezioni medicee. 

Ignoto Pittura di genere
   Pittore ignoto, Pittura di genere

Contadini, buffoni e giocolieri nella pittura di genere

Le scene “di genere” permettono di raccontare, spesso anche con intenti moralistici o didascalici, aspetti comici della vita sociale e di corte dei secoli passati.
Al contrario della pittura di rappresentanza, questo tipo di pittura era ritenuta però di basso livello e priva di decoro. In questa cornice figurativa venivano portati alla ribalta personaggi marginali come buffoni, contadini grotteschi, nani e giocolieri.
La pittura ‘di genere’ è in sostanza un buono strumento che permette di attingere alla realtà del mondo, in tal caso del mondo passato.

L’importanza storica

L’importanza storica alla pittura di genere le viene attribuita però oggi. A quei tempi, come nel cinquecento e seicento per esempio, proprio perchè venivano raffigurati aspetti della vita di tutti i giorni e persone comuni, questo tipo di pittura era considerata un genere “minore”, e lo fu per lungo tempo. Era inferiore per valore alla pittura storico-religiosa, e addirittura alla ritrattistica.
I grandi committenti non erano interessati a questo tipo di opere, solitamente di piccolo formato, mentre riscuotevano un certo successo tra la borghesia e i mercanti.
Non a caso, infatti, i primi grandi pittori di scene di genere si affermarono nei Paesi Bassi, paese con una forte componente mercantile. In Italia il primo pittore ad aver dipinto una scena di genere fu Annibale Carracci. 


Immagine d’apertura:
Anonimo pittore toscano del XVII secolo, Banchetto grottesco, 1630 – 1640 ca., olio su tela. Firenze, Gallerie degli Uffizi


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