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Continua il recupero di opere d’arte nei centri terremotati, ad oggi sono 10 mila

RECUP VISSO CASTELSANTANGELO foto Mibact Pino Zicarelli

di Antonella Furci

Roma, mercoledì 1 marzo 2017 –

Continuano gli interventi di recupero e messa in sicurezza delle opere d’arte e di vari beni culturali, compresi quelli archivistici, nelle zone colpite dal terremoto.

RECUP VISSO CASTELSANTANGELO foto Mibact Pino ZicarelliDa circa sei mesi dal terribile terremoto che ha colpito il centro Italia, non si sono mai arrestate le attività di messa in sicurezza del patrimonio artistico e culturale delle regioni delle Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria. Da allora sempre più opere d’arte, tra dipinti, pale d’altare, sculture, suppellettili sacri, e non, provenienti in particolare dalle chiese dei vari paesi colpiti, tra questi la famosa basilica di San Benedetto a Norcia, sono andati a colmare gli spazi del deposito di opere di Cittaducale.
Da allora il lavoro di recupero vede la collaborazione della squadre di tecnici di rilevamento danni del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, di tecnici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Da settembre sono migliaia le opere messe in salvo sia quelle rimaste intatte che danneggiate e disposte per essere restaurate. Da Amatrice a Norcia, da Arquata ad Accumoli, e a molte altre località delle regioni in questione, tantissimi i beni storico e artistici recuperati. In due mesi, dai primi di gennaio ad oggi, sono circa 844 quelli messi in salvo, per un totale da settembre ad oggi di circa 10mila opere.

Gli ultimi salvataggi, del 27 febbraio, a Roccasalli e Collemoresco nel Reatino e nelle settimane precedenti, oltre ad altre località sempre del Reatino come nella chiesa di Sant’Andrea a Configno, sono state precedute dal recupero di opere nei centri in provincia di Macerata, dei volumi della Biblioteca Cardinal Gasparri di Ussita, di quelle della Chiesa di Santa Maria in Via a Camerino, della Chiesa di Santa Maria dell’Olmo a Monterubbiano (Fermo), di Santa Caterina, dell’Istituto Don Minozzi e della Chiesa di San Francesco ad Amatrice, di San Sebastiano in Castelsantangelo sul Nera, dove sono stati recuperati anche 2 affreschi, della Chiesa di Sant’Agostino a Fermo e di quella di Sant’Erasmo nell’omonima località frazione Calcina di Camerino. Inoltre, oltre ad aver completato la messa in sicurezza della Torre civica di Norcia, alcuni giorni fa è stata completata quella del Campanile di Santa Maria Argentea, Cattedrale di Norcia. Mentre nei mesi tra gennaio e febbraio è stato avviato il recupero della Torre civica di Amatrice.

La vastità del danno causato dal terremoto e dai sismi successivi è enorme, se oltre alle abitazioni private distrutte o sfollate, per non parlare del numero delle vittime, si aggiunge anche quello del patrimonio artistico di queste zone italiane, anch’esse fortemente ricche di storia ed arte. Ma come ha dichiarato il ministro Dario Franceschini durante la sua visita in questo zone a fine gennaio scorso, “si sta facendo un lavoro straordinario, incentrato sia sulle emergenze di messa in sicurezza che sulla tutela. Le pietre di chiese, monumenti, dimore storiche, abazie devono essere censite, numerate e catalogate – ha spiegato il ministro –  una per una e trasportate nei depositi delle quattro regioni colpite, dove ormai sono raccolte 10.000 opere mobili, quadri, statue, arredi sacri estratti dalle macerie. Beni fortemente identitari che vanno restaurati e poi restituiti ai loro territori. Un’opera gigantesca, che sta andando avanti con grande efficacia e rigore scientifico”.

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