Arte

“Correggio e Parmigianino. Arte a Parma” alle Scuderie del Quirinale

Schiava

La mostra “Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento”, mette in luce la Scuola di Parma attraverso i due artisti del Rinascimento. 

 

di redazione

ROMA – La dolcezza espressiva dei personaggi di Correggio e lo stile della ‘bella maniera’ del Parmigianino saranno al centro della grande mostra alle Scuderie del Quirinale.
“Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento”, visitabile fino al 26 giugno, mette in luce la Scuola di Parma attraverso le opere di questi due principali esponenti del Rinascimento.
Ovvero, Antonio Allegri detto Il Correggio (1489-1534) e Francesco Mazzola detto Il Parmigianino (1503-1540). In mostra una selezione di capolavori provenienti dai importanti musei del mondo, che mettono a confronto i percorsi artistici dei due artisti.

School Love
   Correggio, Educazione a Cupido, 1525

Correggio si recò a Parma all’inizio del Cinquecento quando era già all’apice della carriera. Qui rimase per il resto della sua vita. Di lui sono stati selezionati circa venti dipinti che evidenziano non solo la straordinaria carica emotiva e sentimentale, anche le opere di soggetti mitologici. I quali ebbero un’enorme influenza sugli artisti successivi, che vanno dai Carracci a Watteau, fino a Picasso.
Di Correggio si potranno ammirare capolavori come la Madonna Barrymore (Washington, National Gallery of Art), il Ritratto di dama (San Pietroburgo, Museo Statale dell’Ermitage), Noli me tangere (Madrid, Museo del Prado), La Scuola di Amore (Londra, National Gallery). Il percorso espositivo include pure un’ampia selezione di opere su carta che mettono in evidenza il diverso approccio al disegno di Correggio e Parmigianino. Per Correggio si trattava di un approccio solo funzionale. Mentre una produzione più ricca e varia è quella di Parmigianino, che sembrava mosso quasi da un bisogno ossessivo di disegnare.
Di Parmigianino, tra le opere presenti in mostra si ricorda la grande Pala di Bardi, prima opera realizzata dall’artista all’età di sedici anni. Poi il monumentale San Rocco dipinto per la Basilica di San Petronio a Bologna e la Conversione di Saulo (Vienna, KUnsthistorisches Museum). Ma anche la Madonna di San Zaccaria (Firenze, Gallerie degli Uffizi) e la celeberrima Schiava turca della Galleria Nazionale di Parma. Infine anche la cosiddetta “Antea”, tra i ritratti più sofisticati e misteriosi di tutto il Cinquecento.
La presenza a Parma di Correggio e Parmigianino ebbe notevoli effetti, tanto da far emergere una cerchia di allievi e discepoli. La loro presenza fu di vitale importanza per la città. Grazie a loro divenne all’inizio del XVI secolo un fervente centro artistico in grado di competere con le grandi capitali dell’arte italiana. Ovvero Roma, Firenze e Venezia. Proprio per questo, le opere dei due maestri saranno accompagnati nella mostra alle Scuderie del Quirinale dai lavori di altri quattro artist. Meno celebri ma ugualmente talentuosi che appartengono alla Scuola di Parma. E sono Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano.


Immagine d’apertura: Parmigianino, Schiava Turca, 1532 circa

 

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