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Cresce il crowdfunding “culturale” in Italia: nel 2019 si è registrato un +59%

Il crowdfunding culturale diventa una pratica sempre più diffusa: ecco il caso di Innamorati della cultura e del Museo di Villa Verdi

 

MILANO – Secondo i dati raccolti nel 2019 pare sia in aumento la sensibilità verso il grande patrimonio dei beni culturali e il crowdfunding culturale in Italia è sempre più una realtà. Nel 2019 si è assistito a una crescita generale e sistemica del fenomeno, registrando un +59%. La “raccolta dal basso” nell’ambito dei beni culturali e artistici macina quindi numeri importanti.
Il 70% degli imprenditori italiani valuta positivamente il sostegno a progetti ed eventi culturali. Mentre il 51% considera strategico l’investimento in cultura nel lungo periodo e dunque lo integra nelle proprie strategie di marketing. Il 36% delle imprese ha ripreso gli investimenti in cultura negli ultimi tre anni. Occorre quindi sdoganare al più presto il cortocircuito mentale e sistemico secondo cui “con la cultura non si mangia”. Soprattutto per un Paese come l’Italia che detiene il patrimonio artistico culturali più elevato al mondo.

Emanuela Negro Ferrero, Ceo della startup Crowd Team

“Il crowdfunding mi piace perché è un’attività socialmente utile” – afferma attraverso un comunicato stampa Emanuela Negro Ferrero, CEO di Crowd Team, startup innovativa specializzata in servizi crowdfunding per la cultura ed editrice di www.innamoratidellacultura.it, primo portale italiano per il crowdfunding culturale. “In questo senso – prosegue – considero che lo strumento oggi è pronto. E’ dimostrato che funziona e che piace alle persone. Affinché però entri a far parte del comportamento abituale è necessario far fiorire a livello collettivo la conoscenza. Una buona idea non basta. Quello che serve ora è aiutare le persone ad aumentare le proprie competenze. Servono capacità personali, relazionali, comunicative e digitali”.
Proprio in queste settimane, su innamoratidellacultura.it, è in corso la campagna di raccolta per salvare il Museo di Villa Verdi, la dimora (a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC)) dove il grande compositore visse per 50 anni e che ora rischia di chiudere per mancanza di fondi. I quali servirebbero a finanziare urgenti lavori di restauro e sostenere lo staff.
“A prendersi cura di questo gioiello sono gli eredi del Maestro – conclude Emanuela Negro Ferrero – che grazie ad i soli apporti personali sono riusciti a mantenerne inalterato l’antico splendore. La recente epidemia di Covid-19 che si è aggiunta alla totale assenza di contributi statali potrebbe causare la chiusura totale al pubblico di Villa Verdi per un tempo che speriamo non sia per sempre”.

Chi volesse contribuire a salvare Villa Verdi questo il link della campagna di crowdfunding: https://bit.ly/3lMpz6Q

Immagine di apertura: Villa Verdi.  

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