Arte

Da Bozzola a Munari, in mostra l’Arte Astratta ‘concreta’

foto ansa - Bozzola
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di Antonella Furci

Milano, lunedì 28 dicembre 2015 –

Entrare con lo sguardo e addentrarsi tra i colori della pittura astratta per captare un messaggio subliminale o un pensiero è sempre un’impresa. Ma in realtà l’arte astratta vuole questo.

foto ansa - BozzolaNon è la ragione o comprensione che deve prevaricare, ma la sola sensazione suscitata dalle forme di una scultura e i colori di un’immagine. Ce lo confermano le 75 opere che costituiscono la grande mostra allestita già da un mesetto negli spazi di Palazzo Leone da Perego di Legnano (Mi) e dove rimarrà visitabile fino al 21 febbraio.
Protagonisti assoluti sono dipinti, sculture, grafiche e oggetti di design realizzate da Angelo Bozzola e dagli altri protagonisti del Movimento dell’Arte Concreta (il Mac, fondato nel 1948) come Bruno Munari, Gianni Monnet, Gillo Dorfles, Atanasio Soldati, Augusto Garau. Artisti astratti che lavorano per dieci anni a sperimentazioni e confronti tra visioni diverse per cercare strade espressive lontane sia dalla figurazione (legata all’impegno politico) sia dall’informale.

L’importante rassegna, che si intitola ‘L’armonia della forma. Angelo Bozzola e il Movimento Arte Concreta (1948-1958)’, presenta una selezione dalla Collezione del MaGa di Gallarate, che segna così l’avvio di una collaborazione tra i due comuni, con lo scopo di creare un polo per le arti contemporanee dell’area metropolitana e dell’alto milanese, capace di potenziare e razionalizzare l’offerta culturale territoriale 624fd5c8e4e1688743424cabf9b83025esistente.
Promossa dal Museo MaGa in collaborazione con la Fondazione Angelo Bozzola, la mostra approfondisce quindi il dialogo intercorso alla metà del ‘900 tra il movimento milanese dell’Arte Concreta e l’artista novarese Angelo Bozzola (1921 – 2010), che aderì nel 1954, diventando poi uno dei suoi più importanti esponenti.
Curata da Chiara Gatti, la mostra prende le mosse proprio dalle prime opere ‘concrete’ di Bozzola, caratterizzate da forme smussate, da ovali che prendono ispirazione da elementi naturalistici messe a confronto con quelle dei fondatori dell’Arte Concreta.
L’attenzione del percorso espositivo si concentra sullo concetto formale operato da Bozzola con un’arte in bilico fra pittura e scultura, con strutture primarie che si aprono a forme più articolate. Perché spinti dalla ricerca dell’armonia e affascinati dal raggiungere bellezze assolute, gli artisti del Mac hanno proseguito lungo il solco della sintesi, alla ricerca di valori plastici, grafici e cromatici in grado di sganciarsi da qualsiasi nesso figurativo e contenuto narrativo. Il tutto portando a geometrie incontaminate.
La rassegna a Palazzo Leone da Perego vede dunque nuovamente dialogare Bozzola con i compagni dell’Arte Concreta, all’insegna di un ideale condiviso di forma astratta.

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