Arte

Da Poussin agli Impressionisti. Dall’Ermitage tre secoli di arte francese in mostra a Palazzo Madama di Torino

POUSSIN AGLI IMPRESSIONISTI
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di Antonella Furci

Torino, lunedì 14 marzo 2016 –

Dall’Ermitage di San Pietroburgo per raccontare la storia della pittura francese dal Seicento alla fine dell’Ottocento.

POUSSIN AGLI IMPRESSIONISTISi tratta della straordinaria selezione di oltre 70 opere, che provengono dalle collezioni del prestigioso Museo di San Pietroburgo, la cui collezione di pittura francese vanta oltre duemila dipinti, la più vasta al di fuori della Francia. Opere che fino al 4 luglio costituiscono la grande mostra ospitata al Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama a Torino.
Dal titolo “Da Poussin agli Impressionisti”, racconta la storia dell’arte che va dall’avvento delle accademie fino alla nuova libertà della pittura en plein air proposta dagli impressionisti. È a cura di Clelia Arnaldi di Balme, Natalia Demina, Enrica Pagella, con l’organizzazione generale della Fondazione Torino Musei e la collaborazione di Villaggio Globale International. Dopo “Porcellane Imperiali. Dalle collezioni dell’Ermitage” e “Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky”, questa nuova mostra, che Palazzo Madama presenta nella cornice unica di Sala del Senato, costituisce la terza tappa della collaborazione avviata da Città di Torino e Fondazione Torino Musei con il Museo Statale Ermitage e con Ermitage Italia per attività di studio e per progetti culturali.


Dopo tanto tempo in Italia viene presentata una rassegna che getta uno sguardo su un ampio capitolo della storia dell’arte francese, articolata in 12 sezioni e costituita da capolavori di oltre 50 artisti. Propone un suggestivo viaggio attraverso straordinari capolavori che rispecchiano l’evolversi del gusto artistico in Russia nel corso dei tre secoli, quando a poco a poco si iniziò a prediligere l’arte francese. Un particolare viaggio che a sua volta testimonia l’amore per l’Italia di molti dei pittori in mostra, e intreccia i grandi temi della pittura moderna: dai soggetti sacri a quelli mitologici, dalla natura morta al ritratto, dal paesaggio alla scena di genere. Lungo il percorso Monet m.Torinoespositivo si possono osservare le ragioni storiche e culturali del successo di alcuni generi accademici rispetto alle correnti realiste; il gusto raffinato di Caterina II che nel 1772 si aggiudicò gran parte dei dipinti raccolti a Parigi dal celebre amateur Pierre Crozat; gli acquisti alla moda dei ricchi aristocratici russi nell’Ottocento e la riorganizzazione dei musei nel Novecento in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre.


La mostra si apre con le influenze caravaggesche di Simon Vouet, attraversa i grandi maestri del classicismo, spaziando da Philippe de Champaigne a Poussin e Lorrain. Arriva poi alla nuova libertà della pittura di Watteau, Boucher e Fragonard, e giunge al ritorno all’antico di Greuze e al Romanticismo di Vernet e Hubert Robert. Fa tappa al neoclassicismo di Ingres e si intreccia al nuovo sentimento del paesaggio di Corot. Infine, approda all’Impressionismo di Renoir, Sisley, Monet, Pissarro e si conclude conl’apertura verso le avanguardie moderne di Cézanne e Matisse.


Ad accompagnare in questo straordinario viaggio i visitatori è Artune, l’innovativo progetto di storytelling musicale per l’arte, ideato da Frankie hi-nrg mc e Materie Prime Circolari, con commenti audio e musiche di 10 artisti italiani, tra cui – oltre a Frankie hi-nrg mc – Elisa, Paola Turci, Andrea Mirò, Simone Cristicchi, Dario Vergassola, Giuliano Sangiorgi.

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