Arte

Dalle bombe al Museo, la mostra alla GAM di Torino

Gam_mostra - Foto di Stefania Origlia

di Stefania Origlia

Torino, mercoledì 8 marzo 2017 –

Arte – E’ in corso a Torino la mostra “Dalle bombe al museo. 1942-1959” composta da immagini fotografiche, opere scultore e ricostruzioni d’ambiente.

Gam_mostra - Foto di Stefania Origlia Nello spazio della GAM (Galleria Civia d’Arte Moderna e Contemporanea) è stata ricostruita una parte di storia di cui è bene essere consapevoli, nonostante sia ormai passato del tempo che apparentemente ci può distanziare dal problema.
E’ davvero coinvolgente l’allestimento (visitabile fino al 14 maggio 2017) con foto d’epoca e sculture e reperti danneggiati che ci accoglie nella prima saletta arrivando. Nessuno può immaginare una piazza San Carlo con palazzi diroccati, le immagini fotografiche ci mostrano questa impressionante realtà, stupendoci e rattristandoci per quale scempio possa creare un bombardamento.
L’ARTE non è mai di una singola persona, nemmeno di una città, l’arte è patrimonio dell’umanità. La stessa cosa si può dire dell’architettura, specie se di alto livello. Dopo i bombardamenti, che distrussero l’edificio del 1880 che custodiva opere di arte moderna, fu deciso di edificare, finito il conflitto, una nuova sede per ospitare tutto ciò che venne salvato aggiungendo opere nuove.

Dalle BOMBE al MUSEO ci narra passo a passo la vicenda della distruzione e della rinascita, il progetto e Mostra Gam - Foto Stefania Origlia l’approvazione di esso per la nuova sede delle opere d’arte moderna nella città di Torino, i proponimenti che in modo corale fecero gli addetti ai lavori e la realizzazione di un sogno.
La nuova Galleria d’Arte Moderna di Torino fu progettata da due giovani architetti torinesi, Carlo Bassi e Goffredo Boschetti che vinsero il concorso, fu un progetto all’avanguardia contrastante con la struttura urbana della città (costruita su linee parallele) scegliendo una architettura diagonale. L’inaugurazione avvenne nel 1959.
Questa mostra sembra essere indirizzata a chi vuole ricordare, ma soprattutto ai giovani che con essa possono conscere le loro radici, indirizzata ai cittadini, ma anche alle città di tutta Italia, e, perché no, d’Europa e del mondo che possono leggere qui la misura dei danni di un conflitto e l’impegno che occorre per ricostruire dopo la distruzione. Le sale allestite con volontà esplicativa ci portano a percorrere un viaggio anche tra gli oggetti di design che furono innovatori nella fattura e nel decoro, i quadri, le sculture, le tavole architettoniche accompagnano i visitatori nelle grandi sale; opere di Marc Schagall, Manzù, Burri, Fontana, Vedova ed altri grandi aiutano a comprendere la nascita di un museo.

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                                                                                                                                            Foto di Stefania Origlia

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