Donne e Arte

DONNE E ARTE: Fede Galizia pittrice e miniaturista prodigio

Fede Galizia, pittrice prodigio, è celebre per il suo talento miniaturista e per le sue Nature morte, ma si è distinta anche per altri generi

 

di redazione

Fede Galizia
(1578? -1630) pittrice barocca del XVII secolo, anche lei fu figlia d’arte, del miniaturista trentino Nunzio Galizia. Iniziò a cimentarsi con tele, pennelli e colori fin da giovanissima, all’età di 12 anni. Nella bottega paterna si impratichì in particolare nell’arte dell’incisione e della miniatura.

La prima opera nota è il ritratto inciso di Gherardo Borgogni, per le edizioni del 1592 e del 1593 di due raccolte di rime. Tra le sue opere ci sono ritratti e scene di soggetto religioso, ma è conosciuta soprattutto per le Nature morte. Dei ritratti eseguiti, tra cui quelli di suo padre, di sua madre e di due nobildonne milanesi (purtroppo andati perduti), il più celebre è il Ritratto di Paolo Morigia seduto al suo scrittoio (1592-1595), conservato alla Pinacoteca Ambrosiana. Nel ritratto la pittrice riuscì a esprimere la fisiognomica con forte caratterizzazione. Straordinaria è infatti la precisa e dettagliata attenzione che rivolge al riflesso delle finestre sulle lenti degli occhiali che lo storico tiene in mano.

   Fede Galizia, Ritratto di Paolo Morigia, 1592, e particolare degli occhiali, Pinacoteca Ambrosiana

Nel 1596 realizzò Giuditta con la testa di Oloferne, dipinto in cui indugiò più nella cura di vesti e di gioielli, che nella esaltazione della drammaticità della scena. L’opera è comunque fondamentale per essere la prima documentata su questo soggetto da parte di una donna pittrice, seguita da quelle realizzate da Lavinia Fontana (leggi l’articolo) e da Artemisia Gentileschi (leggi l’articolo).
Anche Fede Galizia, dunque, era una ragazza prodigio. Si cimentò con questo tema religioso più volte. e nelle vesti e nelle sofisticate capigliature, le sue Giuditta ricordano il suo talento miniaturista e creatrice di gioielli e abiti nella bottega del padre Nunzio.

L’attività della pittrice è documentata a Milano a partire dal 1587 e la sua vita si svolge in prevalenza nella città fino alla morte, avvenuta dopo la Grande Peste del 1630. Il trasferimento da Trento a Milano deve essere avvenuto sulla scia del padre che oltre ad essere un pittore era impegnato anche nel commercio dei ventagli e della cartografia. La notorietà di Fede Galizia raggiunse comunque un successo straordinario tra i committenti dell’epoca. Tanto che alcune sue opere arrivarono prima del 1593, tramite la mediazione di Giuseppe Arcimboldi, alla corte imperiale di Rodolfo II d’Asburgo.

   Fede Galizia, Natura morta

Gli studi novecenteschi italiani, e non solo, hanno dato particolare risalto alla sua produzione di Nature morte. Ma oggi, grazie anche a una serie di mostre a lei dedicate viene messo in evidenza anche il suo profilo di autrice di ritratti e pale d’altare, destinati a sedi fuori Milano come per esempio a Napoli.
Dopo un lungo oblio – come spesso accaduto per le donne artiste – Fede Galizia da qualche decennio ha riconquistato la visibilità internazionale, che invece l’aveva circondata in vita.
A confermare la ritrovata credibilità artistica, il prezzo di quasi due milioni di euro ottenuto a un’asta newyorchese per una delle sue Nature morte. Un genere che insieme ai ritratti e altri soggetti sono al centro di alcune mostre dedicate alla pittrice. Come quella che avrebbe dovuto essere inaugurata a luglio 2020 al Castello del Buonconsiglio di Trento, ma che a causa dell’emergenza Covid è stata rinviata a data da destinarsi.

 

Immagine d’apertura: Fede Galizia, Giuditta con la testa di Oloferne, 1596,
Ringling Museum of Art, Sarasota, Florida

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