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È del 1783 il primo regolamento antisismico d’Europa voluto dai Borbone del Regno delle Due Sicilie

Opus Craticium pompei
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di Antonella Furci

pubblicato venerdì 26 agosto 2016 – ore 12:40 

Purtroppo assistiamo troppo spesso a tragici esempi di come l’Italia, in particolare la zona a ridosso della dorsale appenninica, sia un territorio ad alta intensità sismica. E purtroppo, pur sentendone parlare tanto, c’è ancora molta strada da fare riguardo alle normative antisismiche.

Opus Craticium pompeiMa forse non tutti sanno che in realtà un regolamento antisismico esisteva già, e pure da molto tempo. Ovvero da ben 233 anni. Si tratta di un regolamento che giunge dagli archivi storici e che noi di AFmagazine apprendiamo da un articolo uscito da Vesuvionline.it le cui fonti sono N. RuggieriBollettino Ingegneri’ e gli scritti del prof. Randolph Langenbac. Una notizia che ci lascia di stucco, ma piacevolmente sorpresi.

Si apprende dunque che le prime case antisismiche furono fatte costruire dai Borbone del Regno delle Due Sicilie che redassero il primo regolamento antisismico d’Europa dopo che il 5 febbraio del 1783 la Calabria e l’intero sud furono colpiti da uno degli eventi più tragici della storia: un terremoto di magnitudo elevatissimo, tra i più alti d’Europa, che ha avuto come epicentro le zone di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro, durante cui persero la vita 30.000 persone.
Il governo borbonico si mise subito all’opera per la ricostruzione decidendo di emanare un regolamento mileto ViboValentiaantisismico. Il primo dunque della storia. Veniva prevista così la costruzione di una muratura rinforzata da un telaio di elementi lignei “inventata” dall’ingegnere Francesco La Vega e che nel corso dell’800 prese il nome di “casa baraccata”. Questo sistema di costruzione si basava sugli ultimi studi dell’ingegneria settecentesca e su una tecnica costruttiva antica già in uso in Calabria.
Il progetto infatti non presentava niente di nuovo perché in realtà ci avevano già pensato gli antichi romani. Lo studio della “nuova tecnica” di costruzione antisismica ebbe inizio quando nei primi anni del ‘700 Carlo III di Borbone decise di avviare un’intensa campagna di scavo ad Ercolano, Pompei e Stabia. Le attività di recupero e lo studio dei reperti archeologici furono dirette dal 14 marzo 1780 proprio da Francesco La Vega, che in seguito alle scoperte effettuate ebbe modo di osservare proprio nelle città vesuviane il cosiddetto Opus Craticium (opera a graticcio), ovvero pareti intelaiate da elementi lignei. È stato grazie all’utilizzo di questo sistema di costruzione che molte case costruite dopo il 1783, tra queste il “Palazzo del Vescovo di Mileto in provincia di Vibo Valentia (un perfetto esempio di questo tipo di edilizia), ressero ad altri due terremoti ancora più devastanti, di cui uno con maremoto a Reggio Calabria e Messina, del 1905 e del 1908, con magnitudo 6.9 e 6 della scala Richter.

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