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E’ morto Oreste Casalini, scultore e artista avanguardista

Oreste Casalini aveva lavorato tra New York, Berlino e Dubai. La sua arte è definita “sintesi originale tra valori tradizionali e realtà contemporanea”

 

ROMA – Si svolgono oggi pomeriggio i funerali di Oreste Casalini, lo scultore e pittore avanguardista deceduto ieri all’età di 58 anni.  Artista, scultore, curatore alla Biennale, è morto la notte scorsa a Roma dove era ricoverato all’Idi. 
Nato a Napoli nel 1962, ma da anni nella capitale, Casalini si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha lavorato come assistente di Bruno Ceccobelli, con il quale ha realizzato le prime mostre in Italia e all’estero. E’ entrato poi nello studio di Fabio Mauri, suo maestro, con il quale ha stretto  un’importante amicizia durata fino alla sua morte. 
Nel 1990 realizza la sua prima personale a Sarajevo con un’opera in cera su tela di grandi dimensioni, poi distrutta durante la guerra. Trasferitosi qualche anno dopo a New York, espone in una personale all’Istituto italiano di cultura Casa Zerilli-Marimò. A Napoli e a Roma partecipa a mostre collettive e realizza installazioni temporanee o permanenti in spazi privati e pubblici, anche in collaborazione con studi di architettura.
Accanto a cicli di opere su carta e su tela, inizia una sperimentazione sulle relazioni tra tecniche tradizionali e nuove tecnologie digitali da cui nascono opere come E-body (disegni in digitale di grande formato), Chemical Brothers (sculture in gesso e ceramica), Oki-Sud (video-scultura). Del 2005 è la personale In Cantiere alla Galleria A.A.M. di Francesco Moschini a Roma.
Nel 2007 progetta il restyling per due fermate della metropolitana di Napoli e vince il concorso LUAS Art Competition per la metropolitana di Dublino. Con un gruppo di artisti realizza una serie di mostre e performance centrate sul rapporto tra contemporaneità e tradizione, culminate nella collettiva Antico e Nuovissimo del 2008 (Palazzo Mochi-Zamperoli, Cagli).
Del 2008 è la grande antologica Oreste Casalini. Una moltitudine. Opere dal 1998 al 2018, a cura di Paola Pallotta, allestita presso l’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma, in cui espone cicli di opere eterogenee per tecnica, dimensioni e appartenenza cronologica, ma serratamente unite dal coerente ‘edificio interiore’ dell’artista. Nel 2010 è artista e curatore alla Biennale di Architettura di Venezia nell’ambito del progetto E-picentro, dedicato alla distruzione della città de L’Aquila a causa del terremoto.
Seguono le personali Pure Power (Dubai), Black Hole (Napoli), Flowers of Romance (Norimberga).
Nel 2013 realizza un ciclo di sculture incentrate sulla figura dell’angelo, legame concreto tra materiale e spirituale, ispirato alle sculture di Bernini di Ponte Sant’Angelo a Roma. Con queste opere realizza Balanced-In equilibrio, installazione esposta nella sala centrale del Castello di Rivara, in cui immagini, suoni e architettura concorrono all’equilibrio complessivo dell’opera. 
Più recentemente, nel 2017, presenta Panopticon alla Kandinskij House a Mosca e tiene la personale Aritmie nello Spazio Menexa a Roma. Partecipa nel 2019 agli Atelier presso il MACRO Asilo di Roma con la realizzazione di opere in tempo reale, conversazioni e dibattiti con il pubblico, altri artisti e poeti e con specialisti dell’arte. Fino all’ultima mostra, Per sempre, presso Kou Gallery di Roma. 

Immagine d’apertura: Oreste Casalini
Foto © Ansa

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