Arte

Escher e il mondo infinito di geometrie paradossali

SdbG mPazEeUP3sghbQVRP0wOJgxIHzUIQszwIeHjeA

di a.f.

Treviso, mercoledì 2 dicembre 2015 – Treviso per molti potrebbe essere lontanuccia, ma pensare di andare a fare una capatina un bel weekend per immergersi nel mondo geometrico e infinito di Escher potrebbe essere una buona idea.

SdbG mPazEeUP3sghbQVRP0wOJgxIHzUIQszwIeHjeADopo il grande successo di Roma e Bologna, la mostra dedicata a Maurits Cornelis Escher è approdato a Treviso portando con se tutto il suo potenziale di fascino e di coinvolgimento tra razionale e irrazionale, con le originali costruzioni impossibili, esplorazioni infinite, giochi di specchi, motivi e geometrie paradossali, rappresentati nei suoi capolavori più noti come Mano con sfera riflettente, Metamorfosi II e Casa di scale (relatività), e altre sue opere sono allestiti già da un mesetto nel Complesso di Santa Caterina e rimarranno visitabili fino al 3 aprile. La mostra è a cura di Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea, ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Treviso ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group grazie alla collaborazione con la M.C. Escher Foundation.
Il percorso espositivo si addentra nelle esperienze formative, artistiche e intellettuali del grande artista olandese, partendo dalle rare opere di Jessurum de Mesquita arriva ai disegni e alle incisioni del lungo periodo italiano, con particolare riferimento al soggiorno romano dove Escher abita con la moglie Jetta e i suoi primi due figli nati in Italia.
Esposte le prime opere a carattere geometrico, di cui alcune nate con intento quasi didattico di spiegare i metodi di tassellazione e la derivazione dai mosaici dell’Alhambra, i capolavori oggi noti a tutti gli appassionati, ma anche opere rare a vedersi. L’insieme in sostanza del meraviglioso mondo dell’artista, che più di ogni altro ha trasformato CopiadiRelatvity1953Lithographl’ambiguità visiva in ambiguità di significato, che seduce e incanta con disegni e litografie che con il passare del tempo sono entrate nell’immaginario quotidiano e collettivo.
Nella prima categoria della mostra appartengono la celebre Mano con sfera riflettente, realizzata proprio nello studio della palazzina di via Poerio a Roma, dove Escher progetta anche la decorazione pavimentale di cui è possibile ammirare quattro mattonelle originali.

Non può mancare Metamorfosi II, una delle più lunghe incisioni mai realizzate, un capriccio intellettuale, dove una forma finisce per trasformarsi nell’altra, in una rincorsa circolare che, partendo dalla parola «metamorfosi», con questa stessa si conclude. In mezzo, stanno le figure tipiche del mondo di Escher: dalle lucertole alle rane, dalle api alle colombe, fino alla veduta della cattedrale di Atrani. Alla seconda categoria invece appartengono opere meno note al grande pubblico come gli ex-libris, i biglietti da visita o quelli di auguri per l’anno nuovo, commissionati da ammiratori o collezionisti, che contengono però lo stesso grado di genialità che caratterizza i suoi grandi capolavori.

About Author

Blog di Arte con diverse rubriche di Cultura Made in Italy e Notizie di Arte

Comment here

5 × 4 =