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Festa a Reggio Calabria, si inaugura il nuovo Museo Archeologico Nazionale

MarcRc inaugurazione
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di redazione

Reggio Calabria, giovedì 28 aprile 2016 –

Sabato 30 aprile riaprirà per intero il Museo Archeologico Nazionale della Magna Graecia di Reggio Calabria, famoso per essere il luogo che custodisce gli straordinari Bronzi di Riace e di molti altri reperti, testimonianze archeologiche di un meraviglioso passato ellenico.

MarcRc inaugurazioneIl Museo riapre al termine di un lungo percorso di rinnovamento che vedrà l’apertura ufficiale sabato alle ore 11 e alla presenza del ministro dei Beni e delle attività Culturali Dario Franceschini e forse anche Matteo Renzi. L’evento è sentito dalla città e da tutta l’area dello Stretto come una grande festa, perché si inaugurerà l’apertura di un polo museale ampliato negli spazi e rinnovato nell’allestimento con reperti restaurati e alcuni mai esposti in precedenza.
«E’ un evento storico – dichiara alla stampa il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – che segna il preludio di una rinascita culturale e turistica del territorio, che adesso va inserito in una prospettiva Metropolitana». «L’apertura ufficiale del Museo – ha aggiunto – sarà la ciliegina sulla torta di un lungo percorso che ha riportato i Bronzi di Riace, vero e proprio monumento bandiera della città, nella loro sede naturale».
Ma il Museo Nazionale non è solo Bronzi. Tantissimi sono i reperti restaurati che a partire da sabato saranno visibili al pubblico, dalle ore 15, e per la prima volta. Sarà offerto l’intero percorso dell’esposizione con centinaia di reperti straordinari allestiti su quattro piani, in circa 200 vetrine e corredati da moderni sistemi didattici informativi. Nel Museo insieme ai meravigliosi Bronzi di Riace, sono custoditi anche i Bronzi di Porticello, la Testa di Basilea, e quella del Filosofo. Ma saranno allestiti – come già detto – anche reperti finora mai esposti. Nella sezione preistorica, infatti, a quasi cinquant’anni dalla loro scoperta, si potranno ammirare i grandi resti dell’Elephas Antiquus riemersi sulle colline di Archi e risalenti al II periodo interglaciale. Molto attesa è anche l’esposizione del grande mosaico con scena di palestra rinvenuto nel sottopalazzo Guarna dopo il terremoto del 1908 e l’apertura delle Tombe ellenistiche scoperte durante i lavori di costruzione di Palazzo Piacentini.
In merito alle novità espositive, arricchite di una didattica interessante, il direttore del museo Carmelo Malacrino ha dato qualche anticipazione alla testata locale City Now: «Stiamo esponendo una bella novità, un grande mosaico che finora è sempre stato nei depositi. Tutte le vetrine – aggiunge – sono state predisposte per accogliere dei touch screen per approfondimenti per tutti i curiosi che vogliono sapere qualcosa in più. Il museo che vorremmo è un museo accogliente, efficiente nella comunicazione, un museo sicuro! ».

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