Teatro

“Finchè giudice non ci separi” in scena al Teatro Politeama Pratese

Finch giudici
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di Arte Fair magazine

Prato, venerdì 4 novembre 2016 –

Con lo ‘Finchè giudice non ci separi‘ il Teatro Politeama Pratese dà avvio alla vera e propria stagione teatrale. In scena domani, 5 novembre, e poi in replica pomeridiana domenica 6,

Finch giudici“Finchè giudice non ci separi” è la storia di quattro uomini uniti dalle loro rispettive vicende di separazione, che passano attraverso sensi di colpa, arrabbiature, disperazione e anche tante risate, sino a che il giudice non li separi, appunto. O, colpo di scena, finché una nuova donna non suoni al campanello di casa. Sul palco Luca Angeletti, Toni Fornari, Nicolas Vaporidis, Laura Ruocco e Augusto Fornari, che firma anche la regia.

Lo spettatore è invitato all’interno di un piccolo appartamento in cui si snoda una divertente vicenda ricca di sorprese. Massimo è fresco di separazione e ha appena tentato di togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio si può permettere un piccolo appartamento, 35 mq, ammobiliato Ikea. I tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa, interpretata da Laura Ruocco, suona alla porta e stravolge il già precario equilibrio del gruppo e costringe tutti alla riflessione.

Luca Angeletti, Augusto Fornari, Toni Fornari e Nicolas Vaporidis danno vita ai quattro amici interpretando, ognuno a proprio modo e con caratteristiche e comportamenti completamente diversi, le difficoltà che sono costretti ad affrontare. Una commedia brillante e solo all’apparenza “leggera”, che prende vita da una girandola di paradossi, vite “smontate” da dover assemblare pazientemente come i mobili dell’Ikea, con il timore di non farcela e di non trovare la brugola adatta per ricomporre tutti gli elementi del proprio destino.

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