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Franceschini e il finanziamento “ad mogliem”. NON è questa la Cultura che piace!

Franceschini DiBiase
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di A.F

Roma, lunedì 9 maggio 2016 –

La settimana scorsa anche noi di AFmagazine.it avevamo “sbandierato” il famoso “Miliardo alla Cultura”, orgogliosamente annunciato dal Ministro Dario Franceschini a conclusione della riunione del Cipe il Primo Maggio scorso.

Franceschini DiBiaseE ne avevamo parlato elencando nello specifico i 33 interventi nelle 13 regioni stabiliti dalla delibera. Nonostante non ci fosse piaciuto il fatto che alcune regioni, in particolare quelle del Sud, molto importanti in termini di arte e soprattutto archeologia, fossero rimaste escluse da questo “miliardo”, ci eravamo accorti che qualcosa nell’elenco degli interventi stonava non poco. Noi di Afmagazine non siamo di Roma, ma effettivamente quei “40 milioni da destinare agli stabilimenti della Cerimant a Tor Sapienza – tra l’altro messi in evidenza dal ministro stesso – saltavano all’occhio in mezzo all’elenco di musei e note gallerie d’arte italiane. Come mai solo la Cerimant – ci eravamo domandati – dovrebbe essere l’unico luogo italiano interessato allo sviluppo delle periferie cittadine e quindi al recupero e riconversione di edifici dismessi? E poi come mai in mezzo a musei, palazzi espositivi e gallerie d’arte? Ora, grazie all’articolo del Fatto Quotidiano uscito il 6 maggio, scopriamo la verità. E cioè che “dietro quei 40 milioni di euro si nasconde in realtà una bella campagna elettorale proprio da parte di Franceschini stesso in favore della moglie Michela Di Biase“, ri-candidata al consiglio comunale della Capitale. A quanto pare – come riporta il Fatto Quotidiano – “ora la Di Biase, dopo due anni e mezzo alla guida della commissione Cultura del Campidoglio, prova a fare il pieno di voti“. E infatti da qualche giorno si è aperta la campagna elettorale della signora Franceschini proprio al quartiere Alessandrino, a due passi dai capannoni della Cerimant, guarda caso feudo elettorale della Di Biase.

Premesso che è incomprensibile, oltre che ormai fastidioso per gli italiani, che un marito e una moglie “vivano” di “politica”, come se la politica fosse un “mestiere”, di cui tra l’altro non si rischia mai il licenziamento, risulta davvero disgustoso (purtroppo non è la prima volta in ambiente politico ) sfruttare a proprio tornaconto personale un’occasione di sviluppo nazionale, in tal caso nel campo culturale. E soprattutto continuare con la mentalità e la cultura di far “spacciare” per lecito ciò che non lo è. NON è questa la Cultura che ci piace! Se non ci fosse di mezzo una campagna elettorale, si sarebbe finanziato il recupero della Cerimant? Si è pensato che sono tanti i musei e le gallerie che  avrebbero bisogno di quei 40 milioni? Per non parlare poi di quei luoghi storici-artistici e archeologici che da molto tempo aspettano di essere recuperati e valorizzati.

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