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Gioconda: il mistero si infittisce “sotto il dipinto (forse)un’altra donna”

Si infittisce il mistero che avvolge la Gioconda, opera suprema di Leonardo. Secondo lo studioso Pascal Cotte: “sotto l’immagine ci sarebbe un’altra donna”.

 

di redazione

PARIGI – L’ alone di mistero che l’avvolge la rende il capolavoro dei capolavori. Da sempre il suo misterioso fascino stuzzica la curiosità degli studiosi, spingendoli a un’irrefrenabile ricerca della verità. Quella verità che il capolavoro di Leonardo da Vinci pare non ci abbia detto ancora. Ecco dunque un’altra novità: sotto l’enigmatico sguardo della Gioconda si potrebbe celare un segreto sfuggito per secoli agli esperti e persino all'”occhio” delle macchine più sofisticate. Il mistero sulla Monna Lisa quindi si infittisce ancora, dando alimento all’ennesima tesi che la riguarda.
Sono i
nuovi risvolti provenienti dal mondo della ricerca, precisamente da quella di Pascal Cotte.
Lo studioso francese afferma di aver analizzato il quadro per 10 anni con nuove tecnologie. E di aver scoperto che “sotto l’immagine della Gioconda ci sarebbe un altro dipinto con un’altra donna. Eseguito da Leonardo da Vinci prima del celebre ritratto esposto al Louvre”.
Protagonista di un documentario della Bbc, Cotte racconta che anche “l’identificazione della Gioconda con Lisa Gherardini è sbagliata. Il nome dell’opera andrebbe dunque cambiato”. Se le sue rivelazioni fossero ritenute vere, uno shock colpirebbe il mondo dell’arte. Il quale ha reagito in modo cauto alla presunta scoperta. Negli anni molti sono stati gli studiosi che avevano azzardato ipotesi sul dipinto, alcuni rivelatesi alla fine infondati.
Cotte comunque sembra essere sicuro della sua scoperta. In particolare della validità della tecnica che ha usato per analizzare il quadro: la Layer Amplification Method (LAM). Il ricercatore è fondatore a Parigi del centro di ricerca Lumiere Technology e ha già analizzato con lo stesso metodo altri capolavori di Leonardo. Spiega alla stampa : “Funziona proiettando un fascio di luci intense sulla tela”, dopo di che coi suoi collaboratori ha scattato foto ad alta risoluzione passandole poi al setaccio. “In questo modo possiamo analizzare – continua Cotte – cosa esattamente c’è tra gli strati del dipinto. Lo abbiamo ‘sbucciato’ come fosse una cipolla”. Viene fuori così che “dietro la Gioconda ci sarebbe in effetti un’altra figura seduta”. Ma non solo, secondo il ricercatore “l’immagine intravista sotto la superficie non sarebbe di Lisa Gherardini, ma di un’altra donna”.
Un’ipotesi la sua totalmente opposta alla versione più accreditata del grande pittore e storico dell’arte Giorgio Vasari. Secondo il quale sarebbe proprio il commerciante del Giocondo (marito di Lisa Gherardini) a commissionare il ritratto al maestro italiano. Da qui il nome di Gioconda, per questo sarebbe Lisa la protagonista del ritratto.
Tuttavia la teoria di Cotte è accolta da pareri discordanti. Il Louvre, nonostante gli abbia concesso nel 2004 la possibilità di studiare il dipinto, non si scompone. Fa sapere che Cotte “non fa parte del team scientifico” del museo. Mentre i maggiori critici di fama accademica appaiono a loro volta divisi e alcuni scettici. Tra questi Martin Kemp, professore di storia dell’arte ad Oxford che taglia corto dicendo: “Non penso che ci siano diversi strati che rappresentano diversi ritratti. Lo vedo piuttosto come un continuo processo di evoluzione e sono assolutamente convinto che la Monna Lisa sia Lisa”. Di tutt’altro avviso è invece Andrew Graham-Dixon. Volto noto della critica anche in tv e autore del documentario della Bbc, parla di “straordinarie rivelazioni”. “Non ho dubbi che questa sia una delle storie del secolo”, sostiene. E si dichiara convinto che “dopo qualche riluttanza il Louvre sarà alla fine costretto a cambiare il titolo del dipinto”.

 

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