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I 400 scatti di Enrico Appetito per Michelangelo Antonioni, in mostra alla Gnam

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di Antonella Furci

Roma, venerdì 11 dicembre 2015 – Cinema e arte, un continuo rimando unito da un filo conduttore: la fotografia di scena. Capita che gli artisti dell’immagine rimangano un po’ nell’ombra, come fossero un segreto dell’arte contemporanea.

AntoslideMa gli scatti che immortalano scene di film capolavori rimangono nella storia anche grazie ad essi. Sono opere perciò che meritano tutta l’attenzione possibile e con una serie di mostre dedicate. Come quella che commemora Enrico Appetito, fotografo di scena tra il 1959 e il 1964 sui set dei quattro film di Michelangelo Antonioni, e che riguardano la “malattia dei sentimenti”. Quei sentimenti ben espressi in questi film, ma altrettanto ben immortalati nei tanti scatti di Appetito. Una accurata selezioni è in mostra fino al 7 febbraio presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In totale sono esposti 400 scatti, un modo per rendere omaggio anche a François Truffaut e alle “nouvelles vagues” di quegli anni di emozioni e di passione per la ricerca espressiva. Fotografie messe a disposizione dal neonato e vastissimo Archivio Enrico Appetito, in mostra in un originale allestimento firmato dall’artista Antonio Passa, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in collaborazione con Marco Maria Gazzano. In un continuo rimando tra arte, cinema e fotografia, la mostra accosta le foto a testi e pensieri del regista e dei suoi interlocutori intellettuali, come in una sorta di dialogo critico a distanza.
Nato nel 1936 a Roma, Enrico Appetito iniziò giovanissimo il lavoro di fotoreporter per diverse agenzie di stampa. Nel 1954 si avvicinò alla fotografia di scena, che da quel momento divenne la sua principale occupazione. Ha realizzato servizi fotografici per oltre 180 produzioni cinematografiche, italiane ed CVInMdPWsAEaFP6estere, fotografando più di 500 film. Scomparso improvvisamente nel 2003, questa mostra è un omaggio alla sua sensibilità di artista. Le immagini scelte sono quelle ritenute più intense di un percorso di creatività contigua con il regista, gli attori e i paesaggi. Un lavoro che ha consentito al fotografo non solo di documentare ma anche di entrare in sintonia, cogliere gli attimi, le sensazioni e ogni espressione emotiva di sentimenti e pensieri degli attori tanto fugaci quanto preziose.

Una particolarità di questa rassegna fotografica è la presenza anche di opere pittoriche e scultoree dei maestri dell’Avanguardia italiana ed europea, affiancate alle immagini di Appetito. Opere che Antonioni ha evocato spesso nelle sue inquadrature e che portano la firma di artisti come Morandi, Fontana, De Chirico, Burri, Rotella, Vedova, Turcato, Fautrier. Capolavori inoltre che fanno parte della collezione della Gnam, che per l’occasione le ha esposte in un originale allestimento.

Ma le novità non finiscono qui. Dal 15 gennaio al 5 febbraio, per quattro venerdì consecutivi, la mostra sarà arricchita dalla rassegnaMichelangelo Antonioni’: un ciclo di proiezioni e incontri, a cura della Società Psicanalitica Italiana e del Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, per raccontare l’incomunicabilità.

 

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