Donne e Arte

I 6 ritratti di donne più famosi nella storia dell’arte

Da sempre gli artisti traggono ispirazione dall’universo femminile.
Ecco 6 celebri ritratti di donne tra i più famosi nel mondo dell’arte

 

Nel corso dei secoli, le donne forse sono tra i soggetti più ritratti nel mondo dell’arte. Spesso vere e proprie muse ispiratrici, che il tocco artistico di grandi maestri ha reso immortali. Sono tutte donne belle, qualcuna più affascinante qualcun’altra meno. Sono donne serene, ma anche donne dietro i cui sorrisi si nascondo pensieri e preoccupazioni. Sono donne con una loro storia, un loro vissuto, che vivono gioie ma anche dolori. Nei loro sguardi si intravede spensieratezza e a volte anche amarezza, ma la naturale bellezza raffigura il variegato fascino femminile, a cui l’occhio attento di grandi artisti ha saputo dare eternità.
In onore alle donne particolarmente belle per la loro naturale unicità, forti e coraggiose, capaci di agire nelle difficoltà e nelle sofferenze, dedichiamo questo breve elenco di ritratti tra i più belli e celebri. Opere d’arte che rammentano che la vera bellezza di una donna è racchiusa nella sua complessa e forte interiorità.

La Gioconda di Leonardo

Non potevamo che iniziare da lei. Dall’indiscussa regina dell’arte. Il ritratto più celebre del pianeta. Non c’è posto al mondo dove non sia conosciuto, anche da chi non è sensibile allo studio dell’arte.
La Gioconda, nota anche come “Monna Lisa”, è il capolavoro assoluto di Leonardo da Vinci che la dipinse tra il 1503 e il 1514 circa. E’ un’opera emblematica ed enigmatica, oggetto di infiniti omaggi.
Il sorriso impercettibile della Gioconda avvolta dal suo alone di mistero continua ad essere oggetto di analisi di critici e letterari, ispirando opere di immaginazione e finanche studi psicoanalitici. Sfuggente, ironica e sensuale, la Monna Lisa è amata, idolatrata, ma spesso anche derisa. E’ l’unico dipinto inoltre capace di suscitare una forma di “psicosi”. Vera e propria icona della pittura, nonostante le infinità di capolavori raccolti al Louvre, è lei l’attrazione principale del museo parigino, dove è ammirata ogni giorno da migliaia di persone. 

Il ritratto di Artemisia Gentileschi di Simon Vouet

Questo ritratto è un’opera d’arte nell’opera d’arte, se si può dire così, perché raffigura la grande artista Artemisia Gentileschi. Qui ritratta dal pittore francese Simon Vouet, suo contemporaneo ed estimatore, intorno al 1623. Vouet l’ha raffigurata in uno spettacolare abito color zafferano, con orecchino di perla a goccia, nella mano destra il toccalapis e nella sinistra pennelli e tavolozza, il medaglione sul petto a svelare la donna che lo indossa. Il tutto rimane quasi in secondo piano, davanti allo sguardo dell’osservatore catturato dallo sguardo fiero e sicuro di una donna straordinariamente piena di talento, dal carattere forte, coraggioso e determinato. Il ritratto di Simon Vouet rende perfettamente omaggio alla grande pittrice italiana. L’opera può essere ammirata presso il museo di Palazzo Blu a Pisa.

La ragazza col turbante di Jan Vermeer

Altra donna famosa in tutto il mondo è La Ragazza col turbante o Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, che lo ha dipinto tra il 1665 ed il 1666. E’ tra i ritratti di donna più famosi al mondo ed è conservato al Mauritshuis dell’Aia. Raffigura una fanciulla, volta di tre quarti, in tutta la sua semplicità e dolcezza, di cui colpisce l’espressione languida ed ammaliante dello sguardo che secondo alcuni è carico di un innocente erotismo. Il mistero dietro quest’opera ha dato spazio alla suggestiva leggenda che colora con un tocco di sentimentalismo la biografia di un grande pittore del quale si sa ben poco.
Nel 1986 il ritratto è stato rievocato per la letteratura dal libro “La ragazza col turbante” (tradotto in nove lingue) della scrittrice Marta Morazzoni. E poi nel 1999 dal romanzo “La ragazza con l’orecchino di perla” della scrittrice Tracy Chevalier, da cui è stato tratto il film omonimo. 

La dama di Biarritz di Giovanni Boldini

Giovanni Boldini, che ha vissuto buona parte della sua vita a Parigi, è artista dalle mille sfaccettature. Le sue innumerevoli opere dedicate alla bellezza e alla sensualità femminile, lo rendono l’artista delle donne. Sono celebri i ritratti con cui ha reso immortali le donne più in voga della Parigi di fine Ottocento. Grazie al suo stile elegante e alle sue pennellate delicate, Boldini è riuscito a cogliere il fascino vaporoso, la vitalità e il romanticismo della Belle Époque. In poche parole: Boldini e la moda sono un binomio inseparabile. Con pennellate veloci e dinamiche ha esaltato eleganza, lusso, ricchezza e sensualità. Quella bellezza femminile un po’ sfrontata al centro della società francese di allora.
Di Boldini sono davvero tanti i ritratti famosi di donne, noi abbiamo scelto per l’intensità dei colori La dama di Biarritz del 1912.

Giuditta I di Gustav Klimt

Il quadro è la prima versione del soggetto «Giuditta» che Gustav Klimt realizza nel 1901 ed è considerata come la prima opera del periodo aureo. In clima simbolista la figura di Giuditta si presta alla esaltazione della femme fatale crudele e seduttrice, che porta alla rovina e alla morte il proprio amante. L’immagine ha un taglio verticale molto accentuato con la figura di Giuditta a dominare l’immagine quasi per intero. Il suo sguardo tende quasi a sfidare l’osservatore. Gustav Klimt raffigura la protagonista come una donna moderna, il cui volto è quello di Adele Bloch-Bauer, esponente dell’alta società viennese. Racchiusa in una cornice di legno scabro, realizzata dal fratello di Klimt) il pittore raffigura per la prima volta la bella eroina biblica. Una seconda versione si trova a Venezia, mentre una Giuditta II, nota anche come Salomè, seguirà nel 1909. 

Il Ritratto di Jeanne Hébuterne di Amedeo Modigliani

Il Ritratto di Jeanne Hébuterne è uno dei quadri più famosi di Amedeo Modigliani, artista bohémiene, bello e affascinante ma anche maledetto. Jeanne è stato il più grande amore di Amedeo Modigliani. La loro relazione inizia nel 1917 ha inizio la loro relazione, e durerà fino alla morte prematura dell’artista. Dopo un anno dalla loro relazione nasce la loro figlia Jeanne. La Hébuterne è una donna dolce, taciturna, di grande bellezza e dal temperamento un po’ “depressivo”. Tra il 1918 e il 1919 Modigliani la ritrae più di 20 volte. La immortala in ritratti del volto o a mezzo busto, frontali o di profilo. La tecnica pittorica e compositiva di Modigliani raggiunge in questo periodo la sua massima espressione. Il pittore infatti esprime il perfetto equilibrio tra l’eleganza e la vitalità delle linee curve e l’incisività delle rette orizzontali e/o verticali. (Fonte: chroma2017.wordpress.com)

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Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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