Arte

‘I biscuits all’antica’ di Filippo Tagliolini, “Depositi in mostra”, Capitolo #3: dal Museo Nazionale del Palazzo di Venezia

Mostra Sperlonga

di redazione

Roma, lunedì 1 agosto 2016 –

Depositi in mostra” è una “mostra diffusa, ideata da Edith Gabrielli, direttore del Polo Museale del Lazio e progettata da Sonia Martone, direttore di Palazzo Venezia.

Mostra SperlongaLa mostra consente al pubblico di conoscere e ammirare straordinarie opere d’arte finora custodite nei depositi del Palazzo di Venezia. L’esposizione farà tappa anche in altre sedi del Polo Museale del Lazio.
Da sabato 30 luglio, fino al 7 novembre 2016,al Museo Archeologico Nazionale e Villa di Tiberio di Sperlonga è stato inaugurato il Capitolo #3: “I biscuits all’antica” di Filippo Tagliolini, a cura di Matilde Amaturo, storico dell’arte del Polo Museale del Lazio.
“Le cinque opere in porcellana “biscuit” (termine con cui si definisce la porcellana non verniciata, sottoposta a due successive cotture) costituiscono uno splendido esempio del gusto all’antica espresso dalla Real Fabbrica Ferdinandea di Napoli a partire dal 1771. I preziosi oggetti sono opera del capo modellatore Filippo Tagliolini (Fogliano di Cascia 1745- Napoli 1809), artista raffinato formatosi a Roma dove vinse il premio di scultura dell’Accademia di San Luca nel 1776; attivo alla Fabbrica Imperiale di Vienna, giunse a Napoli nel 1781 chiamato dall’amico, l’erudito enciclopedico direttore della Real Fabbrica, Domenico Venuti. I biscuits esposti sono: Guerriero con fanciullo (1781-1809); Mercurio e Paride (1796-1804); Aristotele e Alessandro (1796-1804); Paride e Venere (1796-1804); Niobe con una figlia (1796-1804).
Le piccole sculture si ispirano a originali romani, tratti probabilmente da esemplari presenti nelle collezioni farnesiane, trasferite in quegli anni a Napoli. I biscuits sono delle vere e proprie piccole sculture destinate ad abbellire e decorare le dimore della nuova classe dirigente napoletana. Tuttavia le opere di Filippo Tagliolini non sono semplici copie, ma modelli reinterpretati alla luce delle proprie esperienze moderne ed europee, sull’esempio di Canova, con un gusto che però va oltre il neoclassicismo, quasi preromantico.

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