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I Misteri di Chalk Hill: un bel romanzo storico con “sfumature di giallo”

 

I Misteri di Chalk Hill di Susanne Goga, edito da Giunti, mi è piaciuto e per alcuni aspetti l’ho apprezzato molto. In questo articolo vi spiego il perché

 


Rubrica a cura di Antonella Furci


 

Gli aspetti che mi hanno più colpito del romanzo di Susanne Goga sono l’ambientazione e la capacità di inserire una trama inventata in un contesto storico. Sarà la mia passione per la storia e soprattutto per il periodo trattato, fine ‘800, ma il romanzo I Misteri di Chalk Hill mi ha conquistata.
Giallista e scrittrice di romanzi storici, Susanne Goga ha saputo fondere bene i due generi, sebbene il romanzo non sia da considerarsi propriamente un giallo.

 

È sorprendete però come l’autrice riesca a incastrare all’interno della trama, che richiama (molto alla lontana) il celebre romanzo Jane Eyre, alcuni episodi con personaggi realmente esistiti.
E risulta davvero piacevole, leggendo I misteri di Chalk Hill, respirare quell’atmosfera intrisa di vivacità culturale e artistica, frutto allora della consapevolezza dei livelli di modernità mai prima raggiunti.

 

Siamo nel 1890, nel pieno della Belle Époque, il periodo di grandi cambiamenti sociali grazie al diffuso benessere economico raggiunto con lo sviluppo industriale e le innovative scoperte scientifiche e tecnologiche. La Goga descrivere molto bene il contesto storico in cui prendono vita nell’Inghilterra vittoriana i suoi personaggi e le loro vicissitudini.

 

Lo descrive mantenendo un ritmo modulato e mai stancante, tenendo costantemente alta l’attenzione del lettore con l’incalzare delle indagini dei protagonisti.
Per questo, appena l’istitutrice tedesca Charlotte Pauly approda per la prima volta in Inghilterra, anche noi insieme a lei ci avvieremo a scoprire il fascino di una moderna Londra, la quiete dei villaggi poco fuori la capitale e la natura accogliente delle campagne londinesi circondate da piccole foreste un po’ selvagge.

 

Insieme a Charlotte resteremo incantati davanti alla maestosità della villa a Chalk Hill, in cui abitano il deputato Sir Andrew Clayworth, rimasto vedovo da poco, la piccola Emily di otto anni e il resto della servitù. Come mrs. Pauly anche noi percepiremo l’alone di mistero e ambiguità che si cela tra le pareti della grande villa e il soffocante e omertoso silenzio che la circonda.

 

Come l’istitutrice tedesca, avremo voglia di scoprire la verità dietro gli strani avvenimenti che vedono protagonista Emily. Ficcheremo quindi il naso dove non dovremmo, e insieme Charlotte alcune volte proveremo paura. Ma mrs. Pauly non sarà sola, perché ad affiancarla nella sua sete di scoprire la verità ci sarà il critico teatrale del Times, Thomas Ashdown.

 

E’ a lui che Susanne Goga si affida per contestualizzare la trama del suo romanzo. È grazie a Thomas Ashdown che scopriremo la Londra di fine ‘800. Con lui entreremo nei teatri molto frequentati, sentiremo parlare di un emergente scrittore ancora sconosciuto, un tale Arthur Conan Doyle. E appureremo pure che a quei tempi a Londra la sete di approfondire lo studio scientifico si spingeva oltre con la Società per la ricerca psichica (Society for Psychical Research), ancora oggi esistente e in cui nel romanzo compaiono i reali fondatori.

 

Che dire! Ho trovato davvero piacevole questo romanzo ben strutturato, in cui le vicende si susseguono senza inutili interruzioni, consentendo una lettura scorrevole, leggera, anche durante la descrizione dei luoghi. Ma una piccola pecca però l’ho individuata e sta nel suo lato “giallo”, perchè il finale – a parer mio – è facilmente prevedibile.

 

Ma nell’insieme I Misteri di Chalk Hill è da considerarsi un bel romanzo storico con sfumature di “giallo”, la cui giusta suspense spinge il lettore a proseguire fino alla fine per scoprire cosa si nasconde dietro lo strano mistero. Il suo obiettivo principale quindi viene portato a termine. 

 

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