Arte

Il cane e il gatto nella cultura e nella pittura di fine ‘800


Il cane e il gatto entrano a far parte dell’intimità familiare in epoca vittoriana, a testimoniarlo la pittura di fine ‘800 e inizio ‘900. Celebre quella di Arthur John Elsley

 

di Antonella Furci
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ROMA – Si tende spesso a pensare che la sensibilità verso il mondo animale abbia raggiunto un certo livello solo in epoca contemporanea. Niente di più sbagliato. Anche perché la piena sensibilità verso gli amici quattro zampe è ancora da attuare, visto i numerosi casi di abbandono e maltrattamento nella società “civile” di oggi.
Purtroppo la più alta tecnologia di tutti i tempi, il possedere i più svariati beni e prodotti che agevolano la qualità della vita, non fanno di noi persone dal pieno senso civico.
Il lungo percorso che conduce alla vera civiltà non ha niente a che fare con il progresso e la tecnologia, perché l’intelligenza sensibile segue un percorso tutto suo, più profondo e interiore.

Il concetto moderno di cane e gatto nell’800

Tuttavia la relazione simbiotica che in buona parte esiste oggi tra cani, gatti e gli umani non è sempre stata così. Sebbene questi animali domestici facciano parte della vita degli umani da tempi immemori, il trattamento loro riservato subisce un notevole cambio di rotta in epoca più recente. Il concetto di cane e gatto moderno infatti è nato in epoca vittoriana, il periodo inglese che comprende il lungo regno della Regina Vittoria che va dal 1837 al 1901.
Nel corso dei 63 anni dell’epoca vittoriana si osserva come sempre più persone inizino ad accogliere nella propria famigli quelli che prima erano per lo più animali da cortile.

 

   Arthur John Elsley, Weatherbound,1898

 

L’analisi dell’accademico Philip Howell

Questo cambiamento viene approfondito e spiegato nel libro At Home and Astray: The Domestic Dog in Victorian London pubblicato dalla University of Virginia Press nel 2015 e scritto da Philip Howell, accademico dell’università di Cambridge. L’autore sostiene come siano proprio i primi decenni del 1800 a segnare l’inizio di un nuovo modo di interagire con Fido, al quale viene conferito un ruolo d’affezione importante nelle famiglie, nonostante il cane già da secoli fosse popolare nelle famiglie aristocratiche.

Il cane e il gatto come membri della famiglia

Il lungo regno della Regina Vittoria, oltre ad aver lasciato una profonda impronta nei vari campi della vita delle persone, ha inciso anche nel settore cinofilo.
L’affascinante analisi dell’accademico Philip Howell mette in luce un periodo che ha visto rapidi mutazioni nei rapporti tra uomo e animale all’interno del contesto urbano. Una mutazione legata alla rivoluzione industriale in atto, che ha visto anche lo sviluppo dell’industria del pet food. E non solo, anche le prime rivendicazioni dei diritti animali e le prime norme sanitarie a riguardo.
Certo non era ancora del tutto sviluppata la medicina veterinaria, né tanto meno vi erano prodotti specifici per la cura dei cani e dei gatti come quelli oggi di Ariespet.
Ma la vita di Fido e di Micio stava decisamente cambiando e notevolmente.

 

   Arthur John Elsley, Never Mind, 1907

 

Cani e gatti nella pittura dell’800

Nella storia dell’arte il cane, dopo il cavallo, è tra gli animali quello più rappresentato, ma la sua presenza nella pittura, insieme a quella del gatto, avviene appunto nell’800. È in questo periodo che si sviluppa ulteriormente la cosiddetta “pittura animalista”, nata a metà XVIII secolo, e in cui adesso l’elemento che spicca è il sentimento di fedeltà che lega l’animale all’uomo.
la maggiore presenza del cane e del gatto nei quadri è dovuta quindi alla sua più assidua presenza nelle case, e non solo in quelle aristocratiche.

Il nuovo modo di trattare e concepire l’affetto per il cane e il gatto

La nuova emergente classe sociale di ricchi mercanti, i borghesi, spinta dalla continua ricerca di affermazione, tendeva a emulare lo stile di vita della classe nobiliare. L’attenzione si concentrava sull’immagine della propria casa che doveva apparire come un’oasi di felicità domestica, e in questa felicità facevano parte anche il cane e il gatto.
E’ nel pieno ‘800 che fido e micio iniziano ad avere una storia personale e alla fine anche un luogo di sepoltura. In epoca Vittoria infatti i funerali per cani o gatti aumentarono in modo esponenziale. E molti padroni, che vivevano la morte del loro fedele amico come un vero e proprio lutto, fecero costruire delle lapidi anche sfarzose. Usanze che riguardavano un po’ tutte le classi sociali, dal ricco baronetto alla signora di campagna.

 

   Arthur John Elsley, Hold up here he comes, 1901

 

I cani e i gatti nella pittura di Arthur John Elsley

Tra i tanti pittori, Arthur John Elsley (1861-1952), pittore inglese del periodo tardo vittoriano, è senz’altro il più emblematico di questo genere di pittura.
È famoso infatti per le sue scene idilliache di genere i cui protagonisti sono giocosi bambini e i loro animali domestici. Come si può notare dalle immagini di alcune sue opere (sono davvero tante) da noi selezionate per questo articolo, il cane e il gatto nella cultura di fine ’800 e primi ‘900 sono divenuti ormai parte integrante di nuclei familiari.

Si tratta di famiglie benestanti, meno benestanti, borghesi e piccoli borghesi, che dimostrano il legame affettuoso verso i loro piccoli e fedeli amici a quattro zampe.

I successi di Arthur John Elsley

Amico di molti pittori celebri del periodo vittoriano, Elsley a partire dal 1889 si trasferisce nello studio di Frederick Morgan, affermato pittore di soggetti e scene idilliche legate all’infanzia ma non abile nel ritrarre gli animali, settore in cui Elsley invece eccelleva. Tra il 1878 ed il 1927, periodo che rappresenta il culmine della sua carriera, Arthur John Elsley esporrà alla Royal Academy un totale di ben 52 dipinti.
Grandi furono per lui anche le soddisfazioni nel vedere impiegate le proprie immagini nei calendari di Thomas D. Murphy Co., dalla ditta di saponi Ivy Soap, dall’azienda di filati Brook’s Sewing Cottons e da quella di dolciumi Peek Freans biscuits & cakes e dal Bibby’s Quarterly, periodico di ‘country and home life’.

 

   Arthur John Elsley, locandina di Peek Freans biscuits & cakes

 

Immagine d’apertura: particolare dell’opera di Arthur John Elsley, Kiss and be friends, collezione privata


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