Arte

Il Complesso della Pilotta apre una sezione dedicata all’arte tra ‘300 e ‘400


La nuova sezione della Pilotta, la cui apertura è avvenuta alla presenza di Massimo Osanna, espone la raffinata arte parmense del 1300 e 1400


 

PARMA – Nel corso della visita al Complesso Monumentale della Pilotta del Direttore Generale del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, accolto dal Direttore dell’Istituzione parmense Simone Verde, è stata ufficialmente aperta al pubblico una nuova raffinata sezione dedicata all’Arte a Parma, 1300 – 1400. Allestita in un ambiente accessibile dal Vestibolo del Palazzo, questa nuova sala espositiva è posta allo snodo dei flussi di visita verso la Biblioteca Palatina e, d’altro lato, verso il Teatro Farnese ovvero di due dei più importanti gioielli della Nuova Pilotta.
Con questa nuova sezione, continua il processo di trasformazione e adeguamento del Complesso monumentale, voluto dal direttore Verde, con l’obiettivo di fare della Nuova Pilotta uno dei più importanti musei europei, non solo per i suoi contenuti ma anche per le modalità nuove di racconto. 

La nuova sala della Pilotta

Nella nuova sala il visitatore può ammirare opere rarissime, di straordinaria valenza stilistica, dipinti datati tra l’ultimissimo Trecento e il pieno svolgersi del secolo successivo, che evidenziano la graduale transizione tra il Gotico e il primo Rinascimento. Come ben illustra Simone Verde, che della Nuova Pilotta è il direttore ed artefice, “a cavallo tra Quattrocento e inizi del Cinquecento gli artisti che si affermano a Parma, pur corrispondendo alle richieste di una committenza religiosa o di una società “gotica” ancora legata alla cultura di corte, cominciano a guardare verso Milano, Venezia e Bologna in cerca di nuovi stimoli”. Come Jacopo Loschi ed anche l’anonimo maestro attivo nella fortezza di Roccabianca che guarda alla Lombardia, testimoniando il nascente mecenatismo dei nobili locali.

Alcuni artisti presenti nella nuova sezione

“È solo con la generazione successiva – spiega il direttore Simone Verde – che l’Umanesimo si afferma davvero in città: chiari riferimenti alla bottega dei Bellini emergono nei dipinti di Filippo Mazzola, padre del Parmigianino, in cui si colgono citazioni venete rilette alla luce della cultura cremonese, di cui era esponente il suo maestro Francesco Tacconi.
Nella grande pala di Cristoforo Caselli dipinta per la Cappella del Consorzio dei Vivi e dei Morti in Duomo, datata 1499, lo splendore cromatico, la ricercatezza delle vesti e degli ornamenti, la profusione dell’oro e la nitidezza del disegno costituiscono un repertorio di elementi appresi durante il soggiorno a Venezia tra il 1489 e il 1495. Più eclettica risulta la pittura di Alessandro Araldi che mescola esperienze bolognesi, toscane ed umbre”. […]

 

Immagine d’apertura: parte della nuova sezione della Pilotta a Parma

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