Arte

Il mondo del lavoro nelle opere d’arte dell’800

Nel giorno della Festa del 1° Maggio le opere d’arte dell’800 ci potrebbero aiutare a riscoprire la storia e a trovare risposte

 

di Antonella Furci

Nell’ottocento le emergenti correnti artistiche abbandonano lo stile neoclassico e con esso pure riferimenti biblici e mitologici. I nuovi scenari sociali e culturali spingono gli impulsi artistici a mutare direzione. L’arte segue il flusso dei cambiamenti culturali, messi in atto dalle rivoluzioni industriali e dall’urbanizzazione delle città. Lo sguardo dei pittori punta ora alla quotidianità, alla vita reale di tutti i giorni. Diventa attento interprete della vita familiare, di quella modagliola delle grandi città o di quella contrapposta degli emarginati. Così, i soggetti preferiti da imprimere su tela sono adesso luoghi aperti animati di gente o quelli chiusi di teatri e locali mondani. La natura trova comunque il suo giusto spazio. La pittura en plein air, nata proprio nell’800, si lascia catturare dai colori dei paesaggi e dalla vita tranquilla di campagna.

J.F Millet, Le spigolatrici, 1857          Giovanni Segantini, All’ovile, 1892

Essendo la quotidianità oggetto di studio, nei dipinti affiorano pure immagini che raffigurano uomini e donne intenti a svolgere il proprio lavoro. Da un lato quello contadino dei braccianti agrari o di quelli urbani nei cantieri, dall’altro quello domestico o commerciale. Ma ad emergere è anche il mestiere più propriamente artistico di musicisti e ballerine. Quest’ultimo rappresentato nell’articolo con celebri dipinti di Degas. La molteplice produzione pittorica del tempo, ci lascia quindi una preziosa eredità storica, e al di là delle correnti e dei movimenti artistici di appartenenza.
L’intento di questo articolo dedicato al 1° Maggio è quello di far emergere il sacrificio fisico e mentale di chi lavora. Soprattutto di chi si impegna a svolgere il proprio servizio con responsabilità, passione e dedizione. E nonostante i vari ostacoli che la società ha sempre prodotto. Perché allora come oggi si rivendicava il diritto di lavorare, di avere una propria occupazione e in molti casi la giusta retribuzione. Una problematica che oggi più che mai ci collega a quel periodo storico. Travolti improvvisamente dall’emergenza da pandemia, ogni attività è stata messa a dura prova. Quella stremata del sistema sanitario, quella che si è fermata e rischia di non ripartire più. Ma a dura prova è messo pure chi un lavoro ce l’aveva e l’ha perso e chi un lavoro non ce l’aveva e la speranza di ottenerlo è andata quasi perduta.

 Edgar Degas, L’orchestra dell’Opera, 1868                La Lezione di danza, 1873-1875

Convinta sempre più che “la bellezza salverà il mondo”, dedico oggi a tutti i lavoratori, anche a chi non lo è ancora, la bellezza di queste opere d’arte. Il mio invito è di ammirarle e soprattutto capirle. Perché ogni tela è un racconto, un messaggio, un consiglio, è un modello di vita con cui confrontarsi.
Lusinghiamo quindi i nostri occhi con la bellezza che ci trasmette l’arte. Apriamo il nostro animo al sussurro emotivo che ci suggeriscono gli artisti. Coloro i quali hanno fatto del talento una passione e della passione un mestiere, portato avanti con totale dedizione, spesso anche con immane sacrificio. E in quell’epoca poi in cui non si conosceva il significato di “diritti dei lavoratori”, sussidi statali e previdenza sociale. Sebbene fosse l’epoca in cui incominciarono ad attecchire i primi semi di ideali, che diedero poi vita a dure battaglie e a emblematiche conquiste.
Battaglie e conquiste di cui abbiamo perso però memoria, avendo dimenticato di imparare dalla storia. Osserviamo allora queste opere e torniamo indietro nella storia, forse magari riusciremo a trovare risposte che da tempo ormai cerchiamo.

Buona Festa dei Lavoratori! Buon 1° Maggio a tutti!

 

Immagine d’apertura: Telemaco Signorini, L’alzaia, 1864

 

© Riproduzione riservata

About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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