Arte

Il Museo Archeologico di Napoli riporta alla luce ‘cento beni culturali finora tenuti nascosti’

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Il MANN tira fuori dal suo caveau capolavori archeologici finora mai visti e li espone in una mostra protetti da una enorme struttura architettonica. 

 

di redazione

NAPOLI – Molti di noi pensano che tutto ciò che un museo espone è tutto ciò che conserva. Niente di più sbagliato. Quanti tesori nascondo i depositi dei musei italiani? Vogliamo farci un ‘idea delle ricchezze che abbiamo? Basta dare una sbirciatina anche e solo ai magazzini di musei archeologici. Come nel caso straordinario del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che proprio ieri ha presentato durante una conferenza stampa i ‘gioielli’ che teneva segretamente custoditi e che ora tira fuori dal suo caveau. Finalmente possono vedere la luce ed essere conosciuti e ammirati dal pubblico attraverso l’iniziativa promossa dal Mibact e dal titolo “I Beni Culturali invisibili”. E’ stata presentata ieri mattina alla stampa da Luca Maggi del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo E da Paolo Giulierini, direttore del MANN. Con loro anche Gaetano Daniele, assessore alla Cultura del Comune di Napoli e Marcella Logli, direttore generale Fondazione Telecom Italia. Il progetto “I beni culturali invisibili” è stato illustrato dalle responsabile Valeria Sampaolo.
Si tratta di una esposizione memorabile. Un buon esempio di valorizzazione di opere conservate nei depositi e che o per mancanza di restauro o di spazio espositivo o quant’altro rimangono per decenni nascosti nel buio di magazzini museali. A ritrovare finalmente la luce e il giusto trattamento sono cento capolavori finora mai visti e, come già detto prima, conservati e tenuti nascosti nel caveau del Museo Archeologico Nazionale partenopeo. Statue, busti e iscrizioni provenienti da Ercolano, Pompei, Cuma, Pozzuoli, Baia saranno messi in mostra e protetti da una enorme struttura architettonica (una teca) in plexiglas collocata nel giardino settentrionale del Museo, su iniziativa del Mibact e con finanziamenti della Fondazione Telecom Italia. Sono opere tra l’altro che farebbero la fortuna di qualsiasi museo del mondo e che finalmente trovano la giusta collocazione dopo decenni di oblio. Un video descrittivo illustrerà ogni statua e una postazione video sarà installata nell’atrio del Museo. E’ un’iniziativa questa che presto aprirà al pubblico e con gli auspici da parte del Museo e di Napoli stessa di incrementare il flusso di turisti in città. Come d’altronde capita con qualsiasi rilevante attività culturale.

 

 

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