Arte

Il ‘paradiso esotico’di Gauguin al Museo delle Culture di Milano

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di a.f

Milano, lunedì 26 ottobre 2015 – Inaugurato la scorsa primavera e al centro della polemica per la mostra su Barbie, il Museo delle Culture di Milano adesso è pronto a stupire sul serio.

vP2AEKoDvK6qgnatI0h1AL5vanEL0bJZsZ9BU3l7PQcLo fa attraverso una grande mostra, allestita dal 28 ottobre al 21 febbraio 2016, dedicata a un maestro dell’arte dell’Ottocento, Paul Gauguin. Dal titolo “Gauguin. Racconti dal paradiso” (www.mudec.it), la rassegna è promossa da 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore in collaborazione con Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, che ospita una delle collezioni dell’artista più complete al mondo, ed è curata da Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg.
È a questo grande artista francese che si richiamarono i pittori nabis e i simbolisti, mentre è la libertà decorativa dei suoi dipinti che aprì la via all’Art Nouveau. Distaccatosi dall’espressione naturalistica tipica dell’impressionismo, rinunciando alla prospettiva e agli effetti di luce e ombra, Gauguin si avvicinò all’astrazione della visione pittorica, e quindi alle forme piatte di colore puro, dando così inizio al ‘cloisonnisme’, meglio noto come ‘sintetismo’. A questo stile rimase sempre fedele portandolo a piena maturità nelle isole dei mari del Sud, dove qui fu attratto dalla rappresentazione del rapporto armonico della vita umana con quella di tutte le forme naturali, secondo la concezione ritenuta tipica delle popolazioni primitive.


Ma quali furono in realtà le sue fonti d’ispirazione?
A raccontarlo tra pochi giorni saranno le oltre 70 opere ospitate al Mudec di Milano. Oltre alle pitture images2saranno esposte anche le scultore, tutte opere provenienti da 12 tra musei e collezioni private internazionali. Con esse in mostra anche artefatti e immagini documentative dei luoghi visitati da Gauguin per permettere di riconoscere e analizzare le fonti figurative della sua ispirazione,che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese a quella dell’antico Egitto, dalle culture Inca alle arti cambogiana e javanese, fino ad arrivare a quella polinesiana.

Attraverso il confronto dei suoi capolavori e delle sue fonti d’ispirazione, la mostra si prefigge di dimostrare il suo approccio peculiare e originale al “primitivismo”. Tra queste opere saranno presenti anche due capolavori per la prima volta in Italia e concessi eccezionalmente in prestito: l’Autoritratto con Cristo Giallo del Museo d’Orsay e Mahana no atua (Giorno di Dio), proveniente dall’Art Institute of Chicago. Tra questi spiccherà Vahine no te Tiare (Donna con fiore), uno dei primi dipinti che il pittore inviò da Tahiti in Francia nel 1891. Gauiguin però non sarà in mostra da solo, accanto ai suoi lavori il Mudec ospiterà anche opere significative di Cézanne, Pissarro e Van Gogh.

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