Arte

Il rapporto uomo-natura al centro della mostra delle artiste Marina Buening, Lucy Clink e Anita Guerra

La mostra sarà inaugurata il 12 novembre e mette a confronto le poetiche delle tre artiste sul rapporto che l’uomo ha instaurato con la natura.

di redazione

ROMA – “Looking at the trees gazing at the sky” (Guardando gli alberi guadando il cielo) è la mostra delle tre artiste Marina Buening, Lucy Clink, Anita Guerra che sarà presentata il 12 novembre alle ore 17 presso il St Stephen’s Cultural Center di Roma, dove rimarrà visitabile fino al 26 novembre 2019.
Si tratta di un dialogo tra le poetiche delle tre artiste, accompagnato da un testo critico di Roberta Melasecca. Come indica il titolo stesso le artiste, attraverso le loro opere (dipinti, fotografie e sculture) si confronteranno sul rapporto uomo-natura, evidenziandone aspetti quali la fragilità, la conservazione, la trascendenza, la realtà e l’illusione in un susseguirsi di dimensioni intimistiche che sorvolano passato e presente.

Le tre artiste in mostra

Marina Buening, lavora con materiali naturali sempre molto diversi: per questo progetto ha realizzato una mini installazione di scatole trasparenti che prendono forma da strane conchiglie, pungenti e spinose (in tedesco stachelig). Dietro di esse dei disegni realizzati a matita e delle acqueforti a punta secca. L’artista dà vita a dei micro-mondi, metafore delle variegate e molteplici realtà nelle quali ognuno di noi si trova immerso: ogni scatola è una vita, reale e concreta o dello spirito, nella quale la natura si insinua inevitabile e ineluttabile.

Lucy Clink presenta una serie di fotografie in bianco e nero: sono stampe in gelatina d’argento, ispirate agli elementi tipici della tradizione pittorica come la la natura morta, il paesaggio e il ritratto, che in questo progetto assumono una vita ed una essenza nuova, mantenendo tuttavia uno stringente legame con le realtà di un tempo andato.

Anita Guerra affronta la sua intima connessione con la sfera naturale presentando un olio su rame: il rame è un materiale che ha la doppia connotazione di essere sia rigido e sia malleabile; è presente nel nostro organismo ed è essenziale per il benessere del nostro corpo, è conduttore di elettricità, si trasforma a contatto con gli altri elementi e si scioglie facilmente. A Cuba, paese di origine dell’artista, il rame viene spesso associato alla ricchezza, ma anche allo sfruttamento del periodo dello schiavismo e al mondo spirituale legato al culto della patrona di Cuba, la Vergine della Carità. Di colore rosa-arancione, il rame ha una luce calda e i colori ad olio scivolano dolcemente sulla superficie scintillante: Anita lo lucida, lo graffia, lo ossida e lo modella. L’opera si impone con la sua materialità ma contemporaneamente la nega in un complesso mondo di illusioni: vuoto o fiamma, paradiso o elemento che sgorga da un ruscello, lascito del passato e attesa del futuro.

 

 

Info
St Stephen’s Cultural Center
Via Aventina 1 – Viale Aventino 17 – Roma
Orario:
su appuntamento
mail: agnes.martin@sssrome.it
tel: +39 3392019315

 

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Antonella Furci Autore di Artefair

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