Arte

“Il rosso, per esempio: senza limiti”, la mostra fotografica di Anna Del Vecchio

Anna Del Vecchio stampa fotografica su carta

di redazione arte fair

Roma, mercoledì 5 aprile 2017 – 

Arte – Per l’artista e fotografa Anna Del Vecchio il rosso è di sicuro il colore che racchiudere diversi significati rispetto agli altri colori. Sarà infatti il rosso,

Anna Del Vecchio stampa fotografica su cartain tutta la sua intensità, a predominare nelle venti opere fotografiche della Del Vecchio che andranno a costituire la mostraIl Rosso, per esempio: senza limiti”, a cura di Barbara Martusciello, che sarà inaugurata venerdì 7 aprile presso Evasioni Art Studio (in via dei Delfini 23) a Roma, e dove rimarrà allestita fino al 14 aprile
Di sicuro la sua predisposizione verso questo colore segue le indicazioni che il grande Wassily Kandinsky scriveva nel suo celebre Lo Spirituale nell’Arte (pubblicato nel 1912 a Monaco dall’editore Reinhard Piper), e in merito al colore rosso nell’arte: “Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima”, indicando, tra quelli, il rosso come il colore “senza limiti”. Anna Del Vecchio dunque ha fatto sue queste indicazioni per strutturare la sua importante, ampia serie fotografica che ha tradotto, senza manipolazione, la luce e la realtà esterna in immagini astratte basate su questa potente ed evocativa cromia. 
Il rosso infatti incarna da sempre molteplici significati metaforici che si ritrovano o parcellizzati o più evidenti in ognuna delle circa venti fotografie esposte. Le immagini possono richiamare alla mente il fuoco, l’allarme e l’allarmante, la guerra, il sangue, ma anche la passione, l’amore, la gioia e la festa, perché il rosso è colore atavico di intenso potere evocativo. C’è tutto questo negli scatti di Anna Del Vecchio che esibiscono – sia nella personale a Evasioni Art Studio sia nella sua declinazione successiva da Camponeschi, entrambe curate da Barbara Martusciello – una presentazione della realtà la sua non figurativa ma si palesa agli occhi dello spettatore come il gioco del riconoscimento.
Nelle foto infatti, tra ombre e riflessi, gradazioni carminio, vermiglio, saturno, cinabro, pare di scorgere gambe, grembi, mani giunte, cuori, pieghe, caverne, soli, flash e tanti altri elementi, tutti possibili e plausibili. Il tutto grazie all’illuminazione – naturale, solo raramente artificiale – che, battendo o rasentando sete, carte, superfici e materiali vari appositamente predisposti dall’autrice, che crea questo tripudio di immagini in un tono che – per seguire la descrizione di Orhan Pamuk nel suo Il mio nome è rosso – ci brucia dentro, è forte, non si nasconde, si fa notare, non ha “paura degli altri colori, delle ombre, della folla o della solitudine”, riempiendo di sé, con il suo “fuoco vittorioso, una superficie”: una superficie che lo attende e dove può espandersi. Tutto questo è stato possibile grazie allo sguardo vigile e dell’attenta regia dell’artista, pronta a catturare la magia e il prodigio dell’arte mediante la macchina fotografica che rende eterni e speciali quegli attimi. 

Di Anna Del Vecchio ci sarà anche una seconda mostra, con una ulteriore selezione di opere del ciclo Il Rosso, per esempio: senza limiti, anch’essa curata da Barbare Martusciello, che sarà inaugurata giovedì 13 aprile alle ore 20.00 nell’ambito di Electronic Art Cafè da Camponeschi a Roma.

Immagine: Anna Del Vecchio – serie Il rosso, per esempio: senza limiti

 

 

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