Cultura

Il Sistema di Gordon di Giovanni Mastrangelo

Il Sistema Gordonttcloud
Redazione Administrator
Sorry! The Author has not filled his profile.
×
Redazione Administrator
Sorry! The Author has not filled his profile.

di Jean Luc Dutuel

Roma, martedì 17 gennaio 2017 –

“Quel pomeriggio a Sausalito non sapevo cosa fossero L’Attenzione divisa e il Ricordo di Sé, oggi, dopo trent’anni di lavoro posso riassumerne il significato: andarci vicino”. Chi parla è Antonio, l’italiano, uno dei 9 personaggi che compongono questo romanzo “cubista”

Il Sistema Gordonttcloudcome lo definisce l’autore, più sintetico che analitico. La realtà non è oggettiva ma mutevole in base ai ricordi dei personaggi, la forma è insita nel contenuto, non si possono scindere, si attraggono e si respingono contemporaneamente.
La storia è un work in progress, in quanto la dobbiamo ricostruire attraverso i ricordi dei 9 personaggi in cerca di se stessi ma soprattutto del loro maestro, il Gordon del titolo appunto, che in un comune dalle parti del Lago Tahoe, presso Sacramento, ha creato la Viners Brotherood, una scuola filosofica gurdjefiana che si finanzia attraverso una piccola azienda vinicola che a poco a poco diventa un’industria molto quotata sul mercato internazionale.
Da una parte ci troviamo in piena poetica pirandelliana, dove la realtà oggettiva viene completamente annullata, ”Uno, Nessuno e Centomila”, dall’altra – ed è questo il riferimento migliore a mio avviso – il testo si avvicina ai racconti di Akutagawa da cui Kurosawa ha tratto il capolavoro Rashomon. In questa storia, lo scrittore giapponese crea le cosiddette (Bazin) “Enunciazioni Simulate” da parte dei sei personaggi protagonisti della vicenda, addirittura parla anche il morto attraverso una medium. Ognuno racconta una sua verità (mente) per un fatto avvenuto (un omicidio). La differenza con il libro di Mastrangelo è che da una parte abbiamo l’evento, a cui partecipano solo quattro di loro, che finisce col risultare onirico.
Quello che i protagonisti ricordano di quell’avventura tra insonnia, droghe, alcool sono frammenti di realtà, loro stessi non possono capire come siano andate veramente le cose in quello che poi risulta un tentativo d’esperimento gurdjefiano: attraversare il Gran Canyon rimanendo svegli per attivare lo stato di coscienza dormiente dell’uomo occidentale. Come dice Gurdjeff: attenzione divisa per mantenere uno sguardo all’interno di noi stessi, per attivare il ricordo di sé e avere una visione obiettiva, una reminiscenza, per relazionarsi con noi stessi e con gli altri nel corso del tempo. Dall’altra abbiamo le enunciazioni simulate di tutti e 9 i personaggi rispetto al loro maestro. Simulate in quanto ognuno cerca a suo modo di giustificarlo applicando (erroneamente) le regole apprese nella scuola ad un individuo a dir poco ambiguo. Scopriamo attraverso i ricordi (volontariamente?) falsati che Gordon è una figura molto lontana dalla filosofia del maestro Gurdjeff, egocentrico, volubile, astuto, calcolatore. Nonostante le delusioni subite a causa sua alcuni protagonisti, riusciranno a trovare soddisfazioni personali dentro la scuola come direttori o insegnanti, ma anche fuori, aprendo un’attività, proseguendo il lavoro di attrice. Altri invece restano insoddisfatti, non capiscono gli insegnamenti, qualcuno muore, ma tra di loro, nonostante siano divisi da spazio e tempo, rimarrà un forte senso di unità, di appartenenza ad un progetto che anche se non capito a fondo, li ha resi unici.
Un romanzo sicuramente innovativo nell’attuale panorama italiano. Destabilizzare il lettore, non tanto con una narrazione che rompe ogni linea cronologica, anche se ogni volta aggiunge/elimina elementi attraverso nuovi sguardi, rigorosamente soggettivi in quanto fonte di ricordi, richiede una padronanza linguistica notevole per un risultato che è tutto fuorché oggettivo.

About Author

Comment here

6 + diciassette =