Arte

“Impressionisti e Moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington”

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di Antonella Furci

Roma, sabato 24 ottobre 2015 – Come già detto lImpressionismo è il protagonista indiscusso di questo autunno. A Roma addirittura lo possiamo vedere in ben due mostre.

thumb 150918180026Di quella ospitata al Vittoriano ne abbiamo già parlato, mentre adesso tocca a un’altra mostra occupare le scene. E cioè all’interessante rassegna allestita fino al 14 febbraio 2016 a Palazzo delle Esposizioni e dal titolo “Impressionisti e Moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington”.
Protagonisti però non sono solo gli impressionisti, con loro sono presenti anche maestri di correnti diverse, sia precedenti sia successive, e quindi anche grandi firme dell’arte contemporanea.


Questa straorinaria mostra è in sostanza dedicata alla pittura europea e americana, omaggiata da sessantadue dipinti che provengono da quello che è il primo museo americano di arte moderna, la Phillips Collection di Washington appunto. Secondo le intenzioni del suo fondatore Duncan Phillips, la prestigiosa istituzione, nata a Washington nel 1921, avrebbe dovuto diventare “un museo intimo e raccolto, ma anche sede di sperimentazioni” in cui presentare l’arte contemporanea accanto a capolavori più noti.

E c’è riuscito benissimo, perché oggi la Phillips Collection è una raccolta di opere d’arte molto apprezzata nel mondo. Dato che il suo anniversario più importante, i cento anni dalla fondazione, si 4 Cezanne Mont Sainte Victoire 730x490avvicina il museo ha pensato di organizzare una mostra itinerante che presenta un percorso espositivo interessante e che il pubblico romano, e non solo, ha per la prima volta l’opportunità di ammirare.

È organizzata cronologicamente in forma di macro-sezioni, invitando a riflettere sulle correnti culturali che hanno attraversato l’Ottocento e il Novecento fino al secondo dopoguerra. Si esordisce con le opere dei maestri che all’inizio del XIX secolo hanno rivoluzionato la pittura europea, e quindi Goya, Ingres, Delacroix e Courbet, messi in dialogo con i maestri dell’impressionismo come Manet, Monet, Degas, Cézanne, Sisley e poi Van Gogh. Un posto di spicco ce l’hanno i maestri moderni che hanno plasmato la visione artistica del Novecento, tra cui Bonnard, Braque, Gris, Kandinskij, Kokoschka, Matisse, Modigliani, Picasso, Soutine e Vuillard, e con loro gli americani Arthur Dove e Georgia O’Keeffe. Accanto infine le opere fondamentali di grandi artisti americani ed europei del thumb 26253 default bigsecondo dopoguerra come De Staël, Diebenkorn, Gottlieb, Guston e Rothko.

Sicuramente la mostra a Palazzo delle Esposizioni si presenta come un’esperienza intensa e completamente nuova.
Perché è in realtà la Phillips Collection che offre questa opportunità, essendo diversa da altre istituzioni nate tra le due guerre.
Il suo fondatore infatti era molto interessato al rapporto tra l’arte del passato e quella del presente, e per questo amava sostenere giovani talenti di varie correnti artistiche.
Acquistò le loro opere giudicando il merito e non le scuole di pensiero da cui provenivano, né tanto meno perché erano alla moda o per il nome dei loro autori.
Nel 1954, rivolgendosi alle nuove generazioni, Phillips scrisse: “Nelle nostre sale si mescolano epoche e nazionalità diverse, dipinti antichi e moderni che, accostati, acquistano senso e rilevanza in nuovi contesti, per contrasto o per analogia”.

 

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