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Verbania: in mostra al Museo del Paesaggio la natura di Niccolò Aiazzi e Giorgio Majno

di redazione
Verbania, giovedì 23 novembre 2017 - 

Arte - In occasione della mostra della Camelia e dei Giardini d’inverno 2017, il Museo del Paesaggio presenta, in collaborazione con Mia Photo Fair di Milano, una doppia mostra fotografica,

Aiazzi Veduta ghiacciaioche vede esposte le immagini di Niccolò Aiazzi e Giorgio Majno. Protagonista è il paesaggio, rappresentato nella sua potenza. Gli scatti infatti dei due fotografi ritraggono la poliedricità della natura incontrata durante alcuni viaggi alla ricerca del mistero del creato, in luoghi unici e magici, da proteggere e ammirare con umiltà. Niccolò Aiazzi presenta il ciclo fotografico dedicato alla Patagonia mentre Giorgio Majno un progetto sugli alberi secolari d’Italia. 
Le mostre fotografiche saranno allestite presso il piano nobile di Palazzo Viani Dugnani, sede storica del Museo del Paesaggio, di Verbania Pallanza dal 25 novembre al 14 gennaio 2018. L’inaugurazione, sabato 25 novembre alle ore 10.30, si terrà congiuntamente con quella della mostra della Camelia, per il primo anno ospitata all’interno delle sale del Museo.


“Patagonia” di Niccolò Aiazzi

Per conoscere un paesaggio, il veicolo, e cioè il mezzo di trasporto, è ciò che fa la differenza: il movimento e l’esperienza corporea e sensoriale che facciamo, cambia e assume ritmi diversi. Niccolò Aiazzi realizza questo reportage nel febbraio 2017 durante un lungo viaggio in motocicletta realizzato in Patagonia, tra Cile e Argentina: da Bariloche, attraverso gran parte della Carretera Austral e della Ruta 40, per poi terminare a la “fin del Mundo”, Ushuaia. Aiazzi racconta territori selvaggi fatti di terra, di pietra, di legno di acqua e di ghiaccio, che scopriamo con lui straordinariamente vivi, sconosciuti e carichi di poesia. Paesaggi solcati e uniti da strade fatte dall'uomo, unico punto di riferimento nell’immensità che attrae e spaventa allo stesso tempo. Nelle sue immagini il paesaggio diventa un luogo pieno di dei, di storia, di miti, come di silenzio, un’opera d’arte creata per noi dalla natura. Luoghi fisici e metafisici, che trasmettono la forza e la potenza della natura ma allo stesso tempo la sua fragilità e i suoi limiti terreni. La Patagonia si rivela un luogo che fa parte della geografia di ognuno, anche di chi non c’è mai stato. Paesaggi purtroppo in Majno Re Leone Passo Manghenpericolo, che rischiano di essere distrutti o compromessi dalla civilizzazione e dall'inquinamento del mondo industrializzato. In un momento storico tristemente caratterizzato da cambiamenti climatici epocali. 
Ora che la nostra specie rischia la propria vivibilità sul pianeta terra, il paesaggio da sfondo assume una centralità che è figlia della malinconia e di un senso di perdita e che richiede un profondo cambiamento di idee e di comportamenti. Ed è proprio la fondamentale co-appartenenza di uomo e paesaggio a dettare uno dei precetti meno eludibili dei nostri tempi, ossia la responsabilità nei confronti dei luoghi.

“Stabilitas Loci. Alberi secolari d’Italia” di Giorgio Majno

Come spiega lo stesso fotografo riportata su una nota stampa del Museo del Paesaggio: “questo progetto è nato dall’amore, che condivido con mia moglie Oddina, per gli alberi secolari, testimoni del tempo e della storia, esseri viventi che hanno saputo intessere un profondo rapporto di armonia con l’ambiente di cui fanno parte. Abbiamo viaggiato per gran parte dell’Italia alla ricerca di questi patriarchi, affascinati dalle loro caratteristiche specifiche: dimensioni eccezionali, forme uniche, resilienza, rilevanza storica. Ma anche attratti dal loro equilibrio dinamico, in continuo cambiamento e trasformazione e dalla forza e dalla resilienza che esprimono. Con un adattamento intelligente al ritmo stagionale, al cambiamento climatico, all’unicità geografica, gli alberi hanno sviluppato un’intelligenza specifica, molto diversa dalla nostra. Sono organismi sofisticati e complessi, le cui capacità sono ancora poco conosciute, ai quali ci siamo avvicinati con rispetto, in silenzio, ascoltandoli, prima di ritrarli. Il lavoro è presentato con foto singole, dittici, trittici e polittici, per comunicare con maggiore intensità l’altezza, l’ampiezza e la tridimensionalità di queste sculture viventi. Ogni singolo albero è un ritratto unico”.

 

Info
Museo del Paesaggio
via Ruga 44, Verbania
tel: 0323 557116
mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario: 

venerdì dalle 14.00 alle 17.00
sabato e domenica dalle 11.00 alle 17.00 (orario continuato)
In settimana la sede sarà aperta su prenotazione per i gruppi e le scuole.
Per le aperture durante i giorni festivi consultare il sito del museo www.museodelpaesaggio.it.
Costo Biglietto: 5€ intero/ 3€ ridotto

 

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Arte Fair

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