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Da Beatles a Woodstock, in mostra a Milano gli anni della Revolution

di redazione
Milano, giovedì 7 dicembre 2017 - 

Arte - Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock” è una mostra sulle storie, i protagonisti, i luoghi di un breve ma intenso periodo: gli anni tra il 1966 e il 1970.

REVOLUTION 11Gli anni che cambiarono per sempre le vite di una generazione intera e, a seguire, di quelle successive. È il periodo che scardina le basi della società postbellica, plasmando in maniera innegabile il nostro stile di vita attuale. 
Dal 2 dicembre quei 1826 giorni vengono raccontati nella mostra ospitata fino al 4 aprile 2018 negli spazi della Fabbrica del Vapore a Milano, attraverso oltre 500 oggetti-testimonianze di momenti, vite eccezionali, canzoni che hanno segnato la storia, abiti che hanno fatto tendenza (e scandalo), film indimenticabili, attimi che potremo rivivere. La rassegna, già approdata al Victoria and Albert Museum di Londra, è promossa e coprodotta da Comune di Milano-Cultura, Fabbrica del Vapore e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il museo londinese. Media partner sono Rolling Stone, VH1 e Virgin Radio. Mentre l’allestimento è di Corrado Anselmi e il progetto grafico è a cura dello Studio Dinamo Milano. Il catalogo invece è edito da Skira. Curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum, insieme a Fran Tomasi, maggior promoter italiano che per primo portò in Italia i Pink Floyd, a Clara Tosi Pamphili, giornalista e storica della moda, e ad Alberto Tonti, noto critico musicale, la mostra è un percorso esperienziale fatto per avvolgere i visitatori di atmosfere, oggetti, memorabilia, design, arte, grafica e soprattutto dalla musica di quegli anni anche grazie al sofisticato sistema audioguide Sennheiser, partner dell’esposizione.
Un viaggio che ripercorre gli ambiti in cui le rivoluzioni di quegli anni ebbero luogo: la moda, la musica, REVOLUTION 31le droghe, i locali e la controcultura; i diritti umani e le proteste di strada; il consumismo; i festival; le comunità alternative. Da Carnaby Street a Londra agli hippy di Haight-Ashbury, dall’innovazione tecnologica della Bay Area alle proteste del maggio francese, dalle comuni sparse in tutta l’America ai festival di Woodstock e dell’Isola di Wight, questi anni furono caratterizzati da un idealismo ottimista che spingeva le persone a far fronte comune per sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società. Una riflessione infine su quante di esse hanno prodotto un cambiamento reale e duraturo e quante invece sono andate perdute nei decenni successivi. La travolgente onda della cosiddetta “Revolution” arriva dall’Inghilterra e porta con sé cambiamenti radicali, passando per il boom scientifico e ovviamente la musica, la moda e l’arte in generale. In Gran Bretagna, in quei cinque anni nascono grandi nomi di band come i Beatles, i Rolling Stones e gli Who tra tanti altri, e alcune delle personalità più eccentriche e rivoluzionarie di quei tempi come le top model Twiggy (detta “grissino”) e Jean Shrimpton (detta “gamberetto”), Mary Quant, inventrice della minigonna, John Cowan, il fotografo che presta il suo studio ad Antonioni per girare “Blow Up”, mentre le città si animano sempre più di una variopinta umanità REVOLUTION 10che insegue le tendenze del momento. 
La rivoluzione nella moda è il segno più visibile del cambiamento di quegli anni, il modo più immediato per comunicare agli altri le proprie scelte: il rifiuto delle regole imposte. In mostra anche l'espressione del tempo nella moda italiana, insieme alle immagini di Blow Up e nella passeggiata in Carnaby Street una serie di abiti evidenziano l'emulazione ma anche la capacità artigianale, unica del made in Italy, che crea la trasgressione senza mai dimenticare la qualità. Per quanto la gran parte della musica dell’epoca sia stata definita di protesta, il termine è senz’altro riduttivo. I temi sviluppati dagli artisti in quegli anni sono quelli più cari alla gioventù: libertà, amore, amicizia e anche preoccupazione per il futuro. La “febbre del beat e della psichedelia” cattura e coinvolge milioni di ragazzi che, con il contributo del radicale cambiamento nella moda, di gadget appositamente ideati per le loro esigenze e stili pubblicitari totalmente reinventati, si ritrovano attori e spettatori di una vera e propria rivoluzione a 360 gradi. Questa dunque non è una mostra su un periodo storico, una moda o una città. Questa è una mostra su una delle cose più fragili ed allo stesso tempo più resilienti e durature che esistano sulla faccia di questo pianeta: un’idea. L’idea di Rivoluzione. 

 

 

Info
Fabbrica del Vapore
via G.C. Procaccini 4 -  Milano
Orario:
lunedì 15.00 – 20.00
giovedì 10.00 – 22.00
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 – 20.00
Ingresso
Biglietto intero euro 16
Biglietto ridotto euro 14
Biglietto bambino (dai 6 ai 13 anni) euro 10
Info, prezzi e riduzioni
www.mostrarevolution.it 
FB @mostrarevolution
www.vivaticket.it

 

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