Arte senza barriereRubriche

Ivan Cottini: “Danzo dunque sono”

Per ARTE SENZA BARRIERE la toccante storia del ballerino Ivan Cottini. Esempio di grande coraggio e forza d’animo

 

Rubrica a cura di Rosario Rito

Una delle convinzioni o visioni che abbiamo del nostro vivere, sta nel sostenere che “quando c’è la salute, c’è tutto”, senza accorgersi che il proprio benessere, non consiste nella libertà o possibilità di poter fare le cose, ma viceversa di darle un senso, un significato, e forse questo lo si capisce soprattutto nel momento in cui, il nostro corpo, non è più come il giorno prima. Certo, è più facile a dirsi che a farsi. La fatalità o chi per essa, da un attimo all’altro è capace di distruggere in modo definitivo i nostri progetti, le nostre aspettative, i nostri sogni, in una parola la nostra vita.
E’ brutto a dirsi, ma, un vecchio detto dice: chi non prova non crede. A questo possiamo aggiungere un pensiero di Lev Tolstoj: “Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare. La calma è la vigliaccheria dell’anima”.

Ecco allora io credo che sia veramente difficile poter solo pensare che oggi in un mondo molto frivolo, dove tutto sembra ci sia dovuto, possano esistere realmente persone come Ivan Cottini.
Ivan, un giovane che sin da piccolo sapeva cosa voleva dalla vita. Il suo grande sogno è fare il fotomodello. Ce la mette tutta e sin da giovanissimo è già sulle maggiori emittenti televisive nazionali.
Lo troviamo per esempio su Canale 5, nella trasmissione Amici di Maria Di Filippi. Non gli manca nulla! Soldi, donne, amore, sembra avere tutto, che detto in parole semplici, significherebbe obiettivo raggiunto. Si, è un giovane che si sente contento, soddisfatto e realizzato. E chi non lo sarebbe al posto suo? La vita sembra proprio sorridergli.
Ma dura poco.
Nel 2013, una mattina di aprile, Ivan Cottini si sveglia con un fastidio all’occhio sinistro e con il passare dei giorni, con difficoltà nel masticare, deglutire e respirare. Disturbi di forte disagio fisico e pratico. In brevissimo tempo gli viene diagnosticata una grave forma di Sclerosi multipla. Per lui è la fine. In un attimo sembra abbia perso tutto, finanche chi fino a quel momento, diceva e sosteneva d’amarlo.

Non esiste sofferenza più immane di quella di ritrovarsi all’improvviso in qualcuno che non sei più tu.
In un’altra persona, in un altro corpo, imprigionato in una vita che non sembra più la tua e in questi momenti la cosa ancor più orribile sta nell’impossibilità di non poter eliminare i ricordi. Ti sfracellano l’anima, anche perché se è pur vero che ogni disabilità va educata, un fatto è nascere in una certa realtà, un altro è ritrovarsi con il tempo o, ancor peggio, improvvisamente in una situazione dove non ti riconosci più. Fatto sta che come ogni cosa ha un senso, in ugual misura, anche una pazzia può portare i suoi frutti.

Infatti il suo stato di dura e atroce sofferenza, non facile d’accettare, all’improvviso si tramuta in forza di rinascere e riprendere a vivere. Mentre era ricoverato in un ospedale di Milano, gli venne l’assurda, ma fortunata, idea di organizzare un ‘Toga party’ con tutti i malati del suo reparto che consisteva nel correre nei corridoi con un lenzuolo addosso. Crearono tanto trambusto e confusione che il giorno dopo, il capo reparto, compresi i responsabili della struttura ospedaliera, volevano mandarlo a casa, o più precisamente cacciarlo dall’ospedale.

   Ivan Cottini e Maria Berardi al Festival di Sanremo. Foto Fanpage

Fu grazie a quella sua follia, che Ivan Cottini è riuscito non solo a riflettere su se stesso, ma a voler a tutti i costi riprendere in mano la sua vita. È lui stesso che in una delle tante interviste, sottolinea: “Volevo riprendermi la mia vita…” e per farlo, occorreva necessariamente riacquistare se stesso. Voleva assolutamente evitare di essere considerato un ammalato di ventisette anni e per questo, pur essendo cosciente di quel capovolgimento della sua realtà, scrive su Facebook: “Io da oggi sarò così e sono pronto a riprendermi tutto”.
Questa sua frase, non fu scritta a caso e tanto meno incoscientemente. Anzi… armandosi di coraggio diventa l’emblema di quel che significa “voltare pagina”, che sta nel proprio credere in qualcosa, nel cercare di non abbandonarsi mai alle sventure di una sorte prescritta o annunciata.
“La vita è una e me la voglio giocare anche con la sclerosi multipla”, rispose sempre a chi gli domandava dove o come avesse trovato il coraggio di reagire a molteplici sofferenze. E questa credo che sia la giusta risposta che ognuno di noi dovrebbe ricercare in se stesso nei momenti più bui della propria esistenza. Come disse Jim Morrison, “Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltare pagina e ricominciare”.
E poi nella vita di Ivan Cottini c’è un amore grande. Un amore con la A maiuscola, sua figlia. Il desiderio di poter essere un buon padre per sua figlia ha dato alla vita di Ivan una marcia in più. La più potente.

La forza di ricominciare e di reagire e diventare protagonista della sua vita, Ivan Cottini la trova nella danza. Sì, danzatore perché nonostante sia seduto su un trono a rotelle, vuole continuare a muovere il suo corpo, le sue braccia. Vuole far vivere i suoi sentimenti e le sue emozioni e comprendere che tutto ciò è possibile. Tant’è che dopo tanti sacrifici e voglia di poter raggiungere l’obiettivo, inizia a far coppia con Maria Bernardi. I due partecipano alla trasmissione ‘Ballando con le stelle’, oltre che come ospiti al Festival di Saremo 2020 e ad altri programmi televisivi. 
La diversità è bellezza e io ne ho fatto un’arte”, ha detto Ivan sul palco dell’Ariston di Sanremo.
Sì, ogni forma di vita è una danza di cui il suo ballo, dipende esclusivamente dal tipo di convivenza che noi instauriamo o abbiamo con la nostra realtà. La vita a volte sembra vada al contrario, le nostre certezze, le nostre ambizioni, i nostri programmi ed i nostri obiettivi, puff …in un attimo si frantumano, si sgretolano, vengono annientate. Ebbene Ivan Cottini è l’esempio vivente di un giovane uomo innamorato fortemente della vita che ha deciso nonostante tutte le avversità di trovare la forza ed il coraggio di danzare questo bellissimo, seppur difficile ballo, che è la vita. Lo ha deciso come protagonista, con tutta l’anima e con tutto il cuore.
Jean- Louis Barrault scrisse una bellissima frase che incarna pienamente il divenire di questo giovane uomo: “Danzare, è lottare contro tutto ciò che ci trattiene, tutto ciò che ci affonda, tutto ciò che ci appesantisce. È scoprire con il proprio corpo l’essenza l’anima della vita, è entrare in contatto fisico con la libertà”. Tutto questo è Ivan Cottini. E la vita ritorna a sorridergli.

Immagine d’apertura: Ivan Cottini e Maria Berardi a Sanremo. 
Foto da Ilducato.it

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