Arte

Jesi celebra CLAUDIO CINTOLI, immaginazione senza limiti


La mostra “CLAUDIO CINTOLI Immaginazione senza limiti. 1962 – 1972” celebra l’artista dandogli il giusto riconoscimento che ancora non aveva avuto


 

ANCONA – In questa nuova occasione espositiva, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, i curatori si concentrano sugli snodi fondamentali della ricerca di Claudio Cintoli (1935-1978). Con questa mostra, “CLAUDIO CINTOLI Immaginazione senza limiti. 1962 – 1972”, allestita dal 26 aprile al 25 luglio 2021 a Palazzo Bisaccioni di Jesi, viene dato il giusto riconoscimento all’artista marchigiano. La personale analizza la produzione pittorica di Cintoli attraverso il confronto tra i tre linguaggi espressivi propri dell’artista – pittura, scultura e performance.

Esposti in mostra alcuni dipinti inediti o poco noti come Speed Echipse (1966), La voce dell’erba (1966) o Flamingos (1966-67) provenienti da collezioni private. Si tratta di opere di grandi dimensioni con soggetti tratti dalla pubblicità ed eseguiti in uno stile vicino alla Pop Art, che ritroviamo anche nei 13 collage dei primi anni Sessanta esposti in mostra a Jesi, ai quali la critica non ha ancora dato il peso che meritano.

 

   Claudio Cintoli in uno scatto del video “Crisalide”, Courtesy Pino Abbrescia

 

Questa sezione si propone di mettere a fuoco le tematiche e le modalità compositive elaborate da Claudio Cintoli tra Roma e New York, dove risiede tra il 1966 e il ‘68 e reagisce agli stimoli visivi che la città gli propone. Il successivo periodo “poverista” dell’artista è rappresentato da alcune sculture che caratterizzano la sua ricerca tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Opere come Nodo (1969), Chiodo fisso (1969), legate ad una serie di azioni performative eseguite alla galleria L’Attico nel corso del 1969.

Chiude la mostra su Claudio Cintoli, il video Crisalide che documenta l’azione svoltasi nella sede degli Incontri Internazionali d’Arte a Roma nel 1972. Una performance drammatica e incisiva, che introduce l’ultimo periodo di attività dell’artista, scomparso sei anni dopo.
La mostra è corredata da un catalogo, pubblicato da Silvana editoriale, con le riproduzioni delle opere e i saggi dei curatori.

 

Immagine d’apertura: Claudio Cintoli, particolare del dipinto Spiagge italiane, 1965

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