Arte

JOAN MIRÓ, forza e vitalità in mostra a Villa Manin di Udine

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– Udine, mercoledì 14 ottobre 2015 –
  Joan Miró (1893 -1983) è uno degli artisti più significativi del Novecento. “Il più surrealista di noi tutti” come disse André Breton, fondatore del Surrealismo.

35ede91e6c7a5d12b7b8f6f020a09b75Il suo inconfondibile lavoro ha attraversato varie fasi profondamente connesse ai luoghi in cui ha operato, come Barcellona, Parigi e la campagna catalana, e ai contesti artistici con cui è venuto in contatto, in particolare il dadaismo e il surrealismo.
Tuttavia rimane ancora poco conosciuta la numerosa produzione di opere che realizzò nella terza fase della sua vita.
Una fase artistica estremamente fertile e poco conosciuta, attraversata in età avanzata, quando era più forte il peso degli anni passati e più sentita l’irrequietezza di quelli futuri, più incerti e vulnerabili. Come d’altronde lui stesso raccontò’: “Più invecchio, più forte è la tensione. Questo inquieta mia moglie. Più invecchio, più divento folle o aggressivo. Cattivo se vuole!”.

Di indole comunque taciturna e riservata, Miró ha portato avanti un lavoro di continuo rinnovamento espressivo, senza però mai tradire il suo stile e la sua coerenza. Il suo mutamento è legato al suo trasferimento definitivo nel 1956 a Palma di Maiorca.
In questo luogo, così profondamente ricco di legami affettivi, Miró riesce ad aprire un grande atelier per soddisfare le sue esigenze.
Finalmente e per la prima volta a 63 anni ha a disposizione uno studio tutto suo, senza doverlo condividere con altri. Un luogo dove isolarsi e convivere a stretto contatto con le opere. Dove inizia così una radicale analisi critica del suo lavoro precedente, avviandosi a una nuova stagione ricca di sperimentazione. 

Tra pochi giorni questo periodo così fervido di Mirò sarà al centro della mostra dal titolo ‘Soli di notte’, fotonews1a cura di Elvira Cámara e Marco Minuz, allestita dal 17 ottobre al 3 aprile 2016 nelle sale di Villa Manin di Udine.
A far emergere e conoscere il nuovo aspetto del lavoro dell’artista spagnolo sarà un importante nucleo di opere, oltre 250, molte delle quali mai esposte in Italia, e i 50 scatti di grandi fotografi, come Cartier Bresson, Mulas, Brassaï, List, Halsman, Català Roca e Gomis, che l’hanno immortalato. Oltre anche a disegni e lavori grafici.
Opere che racconteranno come negli ultimi trent’anni della sua vita Joan Mirò realizza gran parte della sua produzione artistica, nel pieno delle sue forze e carico di immaginazione e vitalità.Un lungo periodo segnato da profondi mutamenti espressivi, con la sua opera che diventa più libera, più forte ed aggressiva. I “suoi colori” e le “sue figure” lasciano progressivamente spazio al nero e a segni che ricordano primitive scritture.

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