Fotografia

KAIROS: la grandiosità della Natura negli scatti di Sofia Podestà

In mostra 12 immagini di Sofia Podestà, scattate tra 2016 e 2021 tra la Marmolada e Cortina, tra l’Islanda, il Terminillo e Monte Livata


 

ROMA – Fino a martedì 8 marzo KAIROS, mostra personale di Sofia Podestà, è visitabile presso la Von Buren Contemporary. La mostra è accompagnata da un testo di presentazione di Mia Ceran e da un testo critico di Luisa Grigoletto.
Il lavoro della giovane artista Sofia Podestà indaga principalmente la relazione dell’uomo con il paesaggio e spesso si concentra su scenari grandiosi, dove la natura regna in tutta la sua maestosità.
Con Kairos il registro cambia: si tratta di una dimensione più delicata, quasi intimista, seppure le immagini appartengano a lavori precedenti, da cui sono state estrapolate. Ed è nel lavoro di rilettura del proprio archivio che nasce questa nuova sequenza: 12 immagini, scattate tra 2016 e 2021, che spaziano tra la Marmolada e Cortina, tra l’Islanda, il Terminillo e Monte Livata.

La mostra

Alberi spogli, come intirizziti dal ghiaccio, boschi scuri e intricati, ricoperti da un manto di foglie cadute e dalla neve. E poi, coltri di foschia che accarezzano le rocce e celano le cime degli abeti in un gioco a nascondino.
Sofia Podestà ci mostra una geografia delle piccole cose, dove la semplicità di un ramo caduto, in bilico su uno specchio d’acqua, si accompagna ad un accenno malinconico. Qui e là si intravedono sparute tracce della presenza umana, che la natura lentamente ricopre e cela: è l’ordine del cosmo che procede incurante degli affari umani. “Osservando le sue fotografie – scrive Mia Ceran – ho rivissuto sensazioni che mi sembrava di aver provato, e non mi è più chiaro se quello dove mi sembra di essere già stata sia un luogo fisico o quello emotivo; perché Sofia Podestà li ha catturati entrambi.”

 

   Sofia Podestà, Il vento che accarezza l’erba

 

Sofia Podestà

Sofia Podestà, romana, laureata in Storia dell’Arte all’Università di Roma Tre, viaggiando molto è attratta da luoghi remoti e isolati apparentemente non toccati dall’umanità. L’enfasi su paesaggi drammatici e scenici con colori sorprendenti trasforma le sue potenti immagini in portali su un altro mondo, creando momenti di intensa contemplazione per il suo pubblico. Di recente, tuttavia, Podestà ha iniziato a esplorare un lato più “intimo” della fotografia di paesaggio, rinunciando ad orizzonti e skyline e utilizzando invece luce, illusione e geometria per aggiungere un elemento meditativo alle immagini in primo piano, ognuna delle quali diventa un delicato simbolo di un potere più potente appena fuori dall’inquadratura.

 

Immagine d’apertura: Sofia Podestà, Il bosco dell’imperatore


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