Arte

Katy Castellucci. La Scuola romana e oltre: la mostra a Villa Torlonia


Al Casino dei Principi di Villa Torlonia la mostra dedicata all’artista Katy Castellucci tra gli interpreti più sensibili della Scuola romana


 

ROMA – Il Casino dei Principi a Villa Torlonia ospita fino al 10 ottobre 2021 la mostra “Katy Castellucci. La Scuola romana e oltre”. L’esposizione presenta l’intero percorso creativo dell’artista Katy Castellucci (1905-1985) figura di rilievo nel panorama artistico della prima metà del Novecento e tra gli interpreti più sensibili nell’ambito della Scuola romana. La mostra, a cura di Claudia Terenzi e Fabio Benzi, è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal nipote dell’artista Alessandro Pagliero ed è organizzata da Zètema Progetto Cultura.

La mostra

Attraverso l’esposizione di circa 60 dipinti, 10 gouaches e 30 disegni è rievocato l’ambiente artistico nel quale la pittrice si mosse e operò. Presenti in mostra tutti i temi frequenti nel lavoro di Katy Castellucci: dai ritratti ai paesaggi, dagli autoritratti alle nature morte, dai nudi femminili alle composizioni astratte.
Tra le opere più significative della Castellucci: l’Autoritratto alla finestra del 1935; Ritratto di Giacomino del ’37; Nudo con panno a fiori del ’43; Le sorelle del ’45. Dopo la guerra, nella fase neocubista, le opere da menzionare sono Autoritratto con il compasso e Cupole a Roma del ’53. Un nucleo di opere inoltre ricostruisce l’ambiente familiare e il sodalizio con gli amici artisti. Come i ritratti che le fecero Ziveri e Mafai; il delizioso dipinto La famiglia Castellucci (1934) e Katy con il bassotto (1937), entrambi di Ziveri, e altri. 

Katy Castellucci, Pincio, 1940, olio su tela

 

Chi era Katy Castellucci

Nata a Laglio, sul Lago di Como nel 1905, Katy Castellucci si trasferì a Roma all’inizio degli anni ‘20, dove frequentò il Liceo artistico. Figlia del pittore Ezio, raffinato illustratore e pittore di tradizione accademica, fin da giovanissima rivelò un talento artistico particolare, anche come danzatrice. Nel 1926 con la sorella Guenda si recò a Parigi, dove rimase due anni e nel 1927 prese parte alla Pantomima futurista di Enrico Prampolini al Théatre de la Madeleine. Tornata a Roma frequentò gli artisti più significativi della Scuola romana, tra cui Ziveri, Mafai, Fazzini, Scipione e altri.

La carriera artistica

Nel ’32 espose per la prima volta alla III Sindacale con 2 opere, ma la mostra veramente importante fu la prima personale alla Galleria della Cometa nel 1936 assieme ad Adriana Pincherle, sorella di Alberto Moravia.
Negli anni del dopoguerra, Katy Castellucci si dedicò anche alla scenografia e ai costumi teatrali. Partecipò alla VI Quadriennale nel ’51, insieme al padre, e nello stesso anno espose nella personale alla Galleria dello Zodiaco dove presentò i suoi quadri neocubisti. Consapevole dei profondi mutamenti che stava attraversando la pittura, dalla fine degli anni ’50, Katy Castellucci rinunciò a partecipare alle mostre a cui era invitata.
Alla fase neocubista seguirono alcuni tentativi astratti più sperimentali non destinati a reali intenzioni espositive. Moltissimi invece furono i disegni di grande qualità.

 

Immagine d’apertura: Katy Castellucci, particolare dell’Autoritratto con gatto, 1942-1943, olio su tela

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