Editoriale

L’importante ruolo del Teatro amatoriale: scuola di vita e di arte

Teatro Amator

Il teatro amatoriale è spesso ‘sottovalutato’ per quell’aggettivo ‘amatoriale’, ma è pur vero che è da sempre fucina di novità e conoscenze artistiche

 

di Antonella Furci 

Spesso ‘sottovalutato’ per quell’aggettivo ‘amatoriale’ che suggerisce quel senso di approssimazione perchè dilettante, ma è pur vero che il Teatro amatoriale è fucina di novità e conoscenze artistiche. Tuttavia è anche vero che spesso si ha una certa difficoltà a dare la giusta collocazione al teatro amatoriale. Nel senso in quale livello artistico inserirlo. Credo siano in molti a porsi questa domanda e in molti a rispondere: “è solo passatempo per gli appassionati del palcoscenico, ma non c’è alcuna professionalità”. E’ proprio così?
E’ vero, sul palco dell’amatoriale si muovono attori non professionisti, che hanno un lavoro proprio, spesso lontano dal teatro. Nessuno di loro ha seguito scuole o accademie per attori. Ma tutti sono uniti però  da un’unica passione: la recitazione. Come gli attori professionisti, anche gli attori amatoriali a un certo punto della loro vita si sono accostati a quella che è la difficile palestra del mettersi in gioco. Del continuo confronto con se stessi e con gli altri. E a volte capita pure che alcuni di essi rivelano di avere una vera e propria predisposizione per la recitazione. Un certo talento.
Ma tornando alla domanda di sopra, la risposta è sì. Nel teatro, indipendentemente che sia professionale o amatoriale (l’amatoriale fatto bene), la preparazione e un pizzico di talento sono gli unici ingredienti che consentono di calcare il palcoscenico. Nel caso amatoriale calcarlo decentemente.
Ma è anche vero che se dovessimo continuare a giudicare solo attraverso i paletti imposti dalla “professionismo artistico”, rischieremmo di sicuro di rimanere intrappolati in quell’intruglio di forma e conformismo che gli ‘accademisti’ impongono, precludendoci così di assaporare anche la bellezza del teatro amatoriale.
E poi, chi lo dice che teatro amatoriale non significhi costante studio e preparazione? Non per nulla esistono federazioni e organizzazioni che riuniscono migliaia di compagnie teatrali, come la FITA (Federazione Italiana Teatri Amatori), con 1500 associazioni artistiche, la UILT (Unione Italiana Libero Teatro), con oltre 800 compagnie amatoriali associate, che a sua volta è affiliata a un’altra grande organizzazione, l’AITA (Associazione Internazionale di Teatro Amatori), il cui socio fondatore è la FITA. Organizzazioni complesse che raggruppano da Nord a Sud molte realtà teatrali dilettantesche garantendo loro assistenza. La UILT per esempio, grazie al suo Centro Studi organizza corsi formativi, oltre che supporti tecnici relativi alla messa scenica. Nell’insieme si tratta di associazioni che costituiscono comunque l’altro volto del mondo teatrale, che si impegnano comunque a portare avanti l’arte del teatro. Quel teatro definito da Silvio D’Amico come “la comunione d’un pubblico con uno spettacolo vivente”.
Un Teatro che spesso non fa notizia come il ‘grande’ teatro, ma che è fatto di persone che, oltre al lavoro e agli impegni familiari, coltivano il proprio amore per quest’arte contribuendo non poco alla crescita culturale e sociale. Perché è anche grazie a queste compagnie amatoriali se vengono trasmesse al pubblico sensibilità e conoscenza verso le arti sceniche. Verso quella che è uno specchio di vita attraverso cui da sempre viene veicolato lo sviluppo culturale e aggregativo della società. Il teatro amatoriale insomma è un teatro di cui ce n’è bisogno, e che merita considerazione e sostegno da parte di tutti. 

Immagine d’apertura: foto di © StudiorentaNove                                            

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