Arte

La famiglia, il futuro. La pittura di Mario Galvagni in mostra a Milano


La mostra nella Basilica di San Celsio dedicata a Mario Galvagni, espone per la prima volta alcuni ritratti che l’architetto e pittore ha dedicato alla sua famiglia


 

MILANO –La famiglia, il futuro. La pittura di Mario Galvagni, architetto e poeta” è la mostra ospitata nella Basilica di San Celso dall’8 al 25 luglio 2021, con apertura al pubblico il 7 luglio ore 17.30. La mostra, a cura di Fabiola Giancotti, presenta per la prima volta alcuni ritratti che Mario Galvagni (1928 – 2020) ha dedicato alla sua famiglia e realizzati tra il 1948 e il 1990. “La famiglia – scrive la curatrice – per ciascun artista, e per ciascuno di noi, è la traccia che resta anche come futuro indelebile e incancellabile nell’itinerario della vita”.

Mario Galvagni

L’architetto, pittore e poeta nasce a Milano e la sua eredità artistica viene dal fratello del nonno paterno, Ugo Galvagni (Firenze, 1867-1910), amico di Tranquillo Cremona, allievo del fiorentino Antonio Ciseri e dei napoletani Domenico Morelli e Filippo Palazzi.
Mario Galvagni percorre la strada dell’architettura, della pittura, della fisica. Al liceo artistico di Brera, lo coinvolgono le lezioni dello scultore Giacomo Maselli e dello storico Guido Ballo. All’Accademia, segue Carlo Carrà e Aldo Carpi, e ricorda come compagni di studio Roberto Crippa, Gianni Dova, Enrico Baj e Dario Fo. Alla Facoltà di Architettura, trova, fra tanti altri, Gae Aulenti, Gianfranco Frattini, Fredi Drugman, Vittorio Gregotti.

La carriera

Mario Galvagni è notissimo anzitutto come architetto. Nel 1965 partecipa alla “Prima Triennale Itinerante d’Architettura Italiana Contemporanea”, promossa dal Centro Proposte di Firenze. Nel 1967 Esther McCoy accoglie ed espone la sua proposta architettonica nella mostra “10 Italian Architects”, al LACMA di Los Angeles. È invitato alla Biennale di Venezia del 1978. Numerose le sue partecipazioni a seminari, convegni e mostre, in Italia e all’estero. Nel 1996 fonda a Gallarate il CRAPF (Centro Ricerche Architettura Pittura Fisica).
Come ricercatore, Mario Galvagni aggiunge all’architettura organica di F. L. Wright quella modernità che viene dall’approccio rinascimentale italiano e che procede per integrazione delle scienze e delle arti (Leonardo da Vinci), così che le sue costruzioni seguono la morfologia della terra e il naturale movimento dell’acqua, dell’aria e del fuoco. Lunga e proficua è la conversazione, fra gli altri, con Gio Ponti, Arturo Schwarz e Bruno Zevi.

   Mario Galvagni, La tua testa costruita nella luce, 1992

La pittura

Simultaneamente, fin dal 1944, anche nella pittura combina ciascun aspetto della sua ricerca e restituisce, sia nella tecnica sia nell’invenzione, una produzione varia, costante, classica e moderna.
Numerosi i cataloghi delle sue mostre, le tesi, gli articoli e i saggi di molti studiosi e critici, tra cui quello di Lara-Vinca Masini, Mario Galvagni. La ricerca silente.
Tra i suoi libri editi e inediti ricordiamo: Principi di ecologia della forma (Gestaltecology); Poetica della complessità. Breviario del fare architettura; Come nasce la mia architettura, una breve sintesi illustrativa. È in preparazione, a cura di Fabiola Giancotti, il volume “La terra fra il tempo e lo spatium. La pittura di Mario Galvagni”. 

Mario Galvagni

Dice lui stesso della sua pittura: “Nella mia attività di architetto, di pittore, scultore e fisico ho scoperto che in tutte le epoche della storia dell’arte sono state usate le stesse categorie filosofiche che appartengono all’Ecologia della forma. Essa è quella disciplina che studia le relazioni tra l’uomo e il territorio estetico. Esso, a sua volta, è quell’entità materiale che contiene la stratificazione nel tempo di milioni di anni terrestri di tutto quello che ha realizzato l’uomo. […] In pittura descrivo lo spazio tra due oggettualità. […]

 

Immagine d’apertura: Mario Galvagni nel suo studio, 2010

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