Arte

La mostra fotografica “Sguardi di Novecento. Giacomelli e il suo tempo” riapre il 20 maggio

La mostra fotografica “Sguardi di Novecento: Giacomelli e il suo tempo” riunisce i maestri della fotografia del Novecento messi in dialogo con gli scatti di Mario Giacomelli

 

di redazione

SENIGALLIA (An)- In occasione dei venti anni dalla scomparsa di Mario Giacomelli, a febbraio scorso era stata inaugurata la mostra “Sguardi di Novecento: Giacomelli e il suo tempo”. Ma poco dopo, come tutte le altre, è stata chiusa a causa dell’emergenza Covid-19.
A seguito delle disposizioni del DPCM del 26 aprile, la mostra promossa da Senigallia città della Fotografia, riapre i battenti il 20 maggio, prorogando la chiusura fino al 27 settembre 2020. L’esposizione sarà divisa in due sezioni. Una parte internazionale, a cura di ONO arte contemporanea, si terrà a Palazzo del Duca e ospiterà 20 fotografie di Giacomelli, messe a confronto con circa 90 scatti di grandi fotografi della metà del secolo scorso.
La seconda parte si svolgerà invece a Palazzetto Baviera e dal titolo “Sguardi di Novecento a Senigallia. L’Associazione Misa, per una fotografia artistica. Opere dal 1954 al 1958”.
È a cura degli Eredi Giacomelli e propone una selezione di opere fotografiche dei membri dell’Associazione Misa, dove lo stesso Giacomelli mosse i suoi primi passi.

   Mario Giacomelli, Ritratti, Maria, 1955

“Sguardi di Novecento: Giacomelli e il suo tempo” riunisce, con un approccio inedito ed esclusivo, i grandi maestri della fotografia del Novecento. Propone uno scorcio potente e affascinante e una ricognizione sul mondo della fotografia, all’interno del quale ha operato Giacomelli.
La mostra dunque presenta una selezione di fotografi messi in dialogo, ideale o reale, con il lavoro di Giacomelli, di cui emergere la profonda originalità della sua ricerca.
C’è Nino Migliori, nel Gruppo Misa nei primi anni di carriera. Poi Paolo Monti, fondatore del gruppo La Gondola, contraltare de La Bussola fondata da Giuseppe Cavalli. E ancora Gianni Berengo Gardin, amico di Giacomelli, spesso accostato per il lirismo dei suo scatti a Henri Cartier-Bresson.  Altro autore questi presente in mostra, pioniere del fotogiornalista e fondatore dell’agenzia Magnum.
Per rimanere sempre in Francia, in mostra anche Robert Doisneau antesignano della street photography contemporanea. Brassaï, francese naturalizzato e soprannominato “l’occhio di Parigi” per il suo amore verso la capitale francese. Poi, Jacques Henri Lartigue che intreccia la sua attività di fotografo a quella di pittore. E ancora in Europa il tedesco Herbert List, celebre per le sue foto di moda e i nudi maschili. Infine presenti anche fotografi internazionali come Ara Güler, Kikuji Kawada e Leo Matiz.

   Gianni Berengo Gardin, Puglia, 1967

Mario Giacomelli è sempre stato un fotografo fortemente radicato alla sua terra, malvolentieri si spostava da essa. Ma la sua arte riuscì ugualmente a superare i confini geografici, conquistando i grandi critici internazionali. Tra questi Szarkowski che nel ’64 lo inserì nella collezione del MoMA, e le sue opere oggi sono conservate nei maggiori musei al mondo. Il suo lavoro è caratterizzato da un forte spirito di sperimentazione e da una vorace volontà di ricerca. Giacomelli aderisce e partecipa alla creazione del circolo fotografico “Misa”, nato a Senigallia nel 1954, grazie all’attività di Giuseppe Cavalli, cofondatore del gruppo “La Bussola”.
Da qui prende spunto la sezione “Sguardi di Novecento a Senigallia. L’Associazione Misa, per una fotografia artistica. Opere dal 1954 al 1958”. Allestita a Palazzetto Baviera la sezione è a cura degli Eredi Giacomelli e racconta l’avventura del Gruppo Misa. Espone tra gli altri gli scatti di Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni e Mario Giacomelli. La storia dei tre fotografi dà origine al “laboratorio senigalliese” di fotografia, che ha sempre contribuito all’importante dibattito italiano intorno alla fotografia.

 

Immagine d’apertura: Ara Güler, The old Galata-Bridge-at-mid-day, 1959

 

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About Author

Antonella Furci è giornalista pubblicista, autrice del romanzo giallo "Come ombre tra la nebbia" (Streetlib 2019). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche calabresi, occupandosi di cultura, politica e problemi sociali. Nel 2015 fonda il sito d'informazione culturale Arte Fair.it

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